AUDIT SEO: analizzare i tuoi concorrenti per trovare i loro punti deboli e migliorare il tuo posizionamento su Google

Migliorare il proprio posizionamento su Google vuol dire controllare e ottimizzare continuamente il proprio sito web: verificare gli eventuali difetti, identificare le migliorazioni possibili, trovare le Keyword migliori per attirare traffico.

Ma per migliorare le performance del proprio sito web è importante anche individuare le debolezze dei concorrenti.

Per questo è necessario identificare bene quali sono i competitors e fare delle analisi approfondite anche sui loro siti, in modo da trovare nuovi angoli di attacco e opportunità di mercato.

Fare una buona analisi di un sito web richiede un po’ di tempo e la conoscenza di diversi strumenti spesso a volte non molto semplici da comprendere e da utilizzare.

E ho notato che sul web non esistono ancora guide semplici e dettagliate sull’argomento, soprattutto in lingua italiana.

Per questo ho scritto questo articolo per fare un’ampia panoramica degli strumenti più interessanti e fornire una metodologia chiara e lineare per svolgere un’efficace analisi del tuo sito e quello dei tuoi concorrenti.

Sei pronto a diventare un esperto di SEO?

Allora iniziamo, ti spiegherò tutto senza paroloni difficili.

Innanzitutto cos’è un Audit SEO?

È l’analisi approfondita di un sito web che ha come scopo l’ottimizzazione del traffico e della propria strategia di marketing.

La SEO infatti è strettamente collegata alla strategia di marketing. Le ottimizzazioni per essere ben fatte devono rispondere ad un piano strategico preciso e già ben studiato.

Prima di passare all’analisi tecnica del proprio sito è bene quindi avere una visione chiara della nicchia di mercato sulla quale stiamo operando.

Come fare una corretta panoramica del proprio settore

Per iniziare, individua i tuoi concorrenti. Potresti avere già un’idea di quali sono, ma meglio non essere superficiali e verificare le tue idee.

Nella barra di ricerca di Google usa il comando “related” in questo modo:

related:www.tuosito.it

Google ti mostrerà tutte le pagine correlate alla tua, dunque tutti i siti che occupano la tua fascia di mercato.

Esamina la lista e chiediti:

Sono davvero miei concorrenti o piuttosto operano in settori collaterali?

Ci sono competitors meno conosciuti ma con un buon potenziale di crescita?

 Esegui una seconda verifica su Similarweb

Analizzando il tuo sito, troverai già una buona quantità di informazioni ma anche una panoramica sui tuoi concorrenti.

Iniziare lo studio dei concorrenti

Dopo aver creato una lista dei tuoi competitors, inizia a cercare delle informazioni generali su di loro per capire quanto sono conosciuti e influenti.

Attraverso Similarweb avrai accesso ad una buona quantità di informazioni come:

  • Numero di visite mensili (in calo o in aumento)
  • Tempo medio di permanenza sul sito
  • Frequenza di rimbalzo
  • Sorgenti di traffico (ricerca diretta, pubblicità, social)
  • Quali sono le Keyword che portano più traffico
  • Per quali Keyword il sito paga degli annunci
  • Qual è il pubblico target (Audience Interests)

Vuoi andare ancora più a fondo?

Guarda i canali social del tuo concorrente e controlla se e come li usa.

Ci sono degli Ads sulla pagina Facebook?

Non è dato sapere se un post è stato “spinto” o meno ma se noti dei post con molti più like e condivisioni degli altri allora è un buon indizio.

Per fare un esempio, se la media dei like è di 30 per ogni post e ne vedi qualcuno con 1.500 allora ci sono pochi dubbi.

Qual è il livello di engagement della pagina?

Puoi usare LikeAlyzer per fare questa piccola indagine. Ma non farti impressionare dai numeri e prendili con le pinze.

Il tasso di coinvolgimento (Engagement rate) di una pagina Facebook varia molto secondo la nicchia di mercato. Ad esempio, una pagina dedicata ai giochi video avrà per forza un coinvolgimento degli utenti più elevato rispetto a quello di una pagina dedicata agli integratori di melatonina.

Il valore deve quindi sempre essere paragonato alla media del settore per essere compreso.

E in ogni caso un buon engagement della community di Facebook non  ha nessuna influenza sull’aspetto SEO sebbene sia un indicatore del buon lavoro della pagina e del brand collegato.

Ci sono degli Ads sul profilo Twitter?

 Al contrario di Facebook, Twitter mostra chiaramente se un post è sponsorizzato.

Per finire, potresti studiare la comunicazione offline del tuo competitors.

Hai notato pubblicità alla TV, in quali fasce orarie?

 Ci sono articoli su riviste specializzate che parlano dei tuoi concorrenti?

 Sono presenti a eventi, esposizioni, saloni, manifestazioni?

 Sono impegnati in iniziative sociali, non profit?

Tutti questi aspetti contribuiscono al brand e allo story della marca, è quindi bene tenerli in considerazione. L’impegno sociale è sempre di più un elemento di differenziazione per prodotti e marchi.

Sempre più consumatori (più del 50%) fanno acquisti preferendo un prodotto che supporta determinate cause, a parità di prodotti simili. (Fonte)

Se vuoi continuare a tenere sotto controllo i tuoi concorrenti e sapere come le persone ne parlano sul web ti consiglio di utilizzare questi due strumenti:

Mention

Google Alerts

Analisi della struttura e della home page

Una volta fatta la panoramica del mercato e dei tuoi concorrenti, puoi analizzare il sito di ognuno di loro e la sua struttura, iniziando dalla home page.

La home page ha un ruolo molto importante nella navigazione, anche se non dobbiamo dimenticare che è raramente la prima pagina visitata.

Nella maggior parte dei casi, il visitatore arriva su un articolo o un prodotto, quindi visita la homepage per avere maggiori informazioni o per cercare una pagina più adatta alle sue esigenze.

Il layout della home page è molto importante, il visitatore deve capire molto rapidamente cosa gli viene proposto.

La home page inoltre ha un ruolo chiave nella comunicazione del brand: i suoi valori devono essere chiaramente riflessi in questa pagina.

Poniti quindi queste domande durante la verifica:

La home page rende facilmente accessibili tutte le aree del sito?

Presenta i collegamenti ai canali social?

Presenta il link alla privacy policy?

La privacy policy è chiara e rispetta tutte le normative?

Puoi leggere questo articolo per approfondire l’argomento trattamento dei dati personali.

La homepage riflette il posizionamento e i valori del marchio?

La home page contiene elementi di riassicurazione (testimonianze, note dell’utente, collaborazioni)?

 I contenuti sono organizzati in maniera gerarchica?

Se il sito funge anche da blog, gli articoli dovrebbero essere divisi in categorie e accessibili in maniera organizzata.

In un secondo tempo analizza se il sito è responsive ed è ben visualizzato su smartphone e tablet. Google ha da poco annunciato che inizierà a dare la priorità alle versioni mobili dei siti Web, rispetto alle versioni desktop. D’ora in poi, quindi, la corretta indicizzazione del tuo sito passerà attraverso la sua versione mobile. (Ne ho parlato qui).

Infine controlla se non ci sono fastidiosi pop-in. Da qualche tempo Google ha deciso di penalizzare tutti i siti che utilizzano dei pop-in pubblicitari o i classici pop-in che incitano l’utente a lasciare la propria mail.

Verifica del tempo di caricamento del sito

Il tempo di caricamento è un criterio chiave per le prestazioni del sito web.

Il tempo di caricamento ideale di una pagina è di 2 secondi e non dovrebbe mai superare i 4 secondi.

Gli utenti sono sempre meno pazienti, ogni secondo ha un impatto considerevole sulla frequenza di rimbalzo e sulla SEO.

Google penalizza chiaramente i siti lenti.

Per conoscere i tempi di caricamento di un sito web esistono molti strumenti gratuiti come:

Pingdom Tools

Webpagetest

PageSpeed ​​Insights

Quest’ultimo fornisce consigli concreti per migliorare le prestazioni di un sito ma una buona cultura tecnica è spesso necessaria per comprendere e attuare tali raccomandazioni.

I primi consigli da seguire per migliorare le performance di un sito sono sempre le buone e semplici pratiche di base:

  • Trasferire il sito su un Hosting più veloce come Siteground
  • Ottimizzare la gestione della cache con dei plugin specifici
  • Comprimere le immmagini prima di caricarle
  • Evitare di installare troppi plugin
  • Disinstallare i plugin inutili o obsoleti

Analisi tecnica del sito

Una volta vista la “facciata” dei siti concorrenti, è possibile passare all’analisi tecnica dei loro siti.

È un passaggio indispensabile per valutare la maturità tecnica di un progetto web, per comprendere le tecnologie utilizzate e scoprirne forze e punti deboli.

Un ottimo strumento per iniziare questa indagine è BuiltWith che fornisce un’analisi piuttosto completa sull’url ricercato.

Grazia a BuiltWith sarà possibile conoscere, tra le altre cose:

  • Quale CMS usa il sito
  • Quali auto risponditori vengono usati nel funnel di conversione
  • Quali sono gli strumenti di analisi usati dal webmaster
  • Quali plugin implementa
  • Quale tema grafico usa
  • Quale protocollo SSL è installato (se è installato)

Ricorda che oggi è molto importante implementare il protocollo di sicurezza https e che i siti che non lo hanno ancora fatto sono seriamente penalizzati da Google. Per approfondire l’argomento puoi leggere questo articolo.

Controllo dell’indicizzazione delle pagine

Il contenuto di un sito internet è molto importante per la strategia di marketing e per i motori di ricerca. Google scansiona ogni giorno milioni di pagine web per valutarne la qualità.

Inizia controllando il file Robots.txt del sito.

Normalmente è accessibile all’indirizzo www.sito.it/robots.txt

Se hai creato il tuo sito con WordPress, le linee che dovrebbero comparire nel tuo file robots sono queste:

NON COPIARE QUESTE RIGHE NEL TUO FILE ROBOTS SE NON SAI COSA STAI FACENDO.

La prima linea autorizza tutti i motori di ricerca ad indicizzare il sito.

Con la seconda diciamo ai motori di ricerca di non indicizzare il “backoffice” del sito.

È buona norma indicare anche nel file robots l’indirizzo al quale è accessibile la sitemap del sito (quarta riga).

Se vuoi saperne di più sul file robots.txt e su come modificarlo ti consiglio di leggere questo articolo:

Come editare il file robots.txt utilizzando Yoast SEO

Una volta controllato il file robots.txt, controlla che il sito sia correttamente indicizzato attraverso la Google Search Console.

Clicca sul dominio del tuo sito e poi recati nell’area Scansione.

 

Qualche errore è naturale che possa esserci ma è meglio correggere i problemi legati alle pagine introvabili.

Se vuoi analizzare più a fondo la corretta indicizzazione del tuo sito o di un tuo concorrente puoi usare altri strumenti come Xenu (gratuito) o Screaming Frog (a pagamento) per eseguire la scansione e identificare tutti i possibili errori.

Studio delle Keywords per vincere la concorrenza

Identificare le migliori keyword per la propria nicchia di mercato e impostare una corretta strategia di SEO con esse equivale a vincere la battaglia sul posizionamento.

Per questo è molto importante dedicare il tempo necessario a questa ricerca per trovare un buon angolo di attacco.

Come iniziare un corretto studio delle Keyword?

Primo passo: innanzitutto identifica per quali parole chiave tu e i tuoi concorrenti siete meglio posizionati e inizia a creare una lista con esse.

Usa SimilarWeb per questa ricerca.

Ecco come si presenta il report di SimilarWeb:

Keyword proposte da SimilarWeb

Secondo passo: Usa UberSuggest per cercare altre parole chiave simili e correlate a quelle già trovate. Evita di allontanarti troppo dalle parole chiave principali.

Un altro strumento molto efficace e alternativo a UberSuggest, é semscoop.com.
Ti permette di fare 5 ricerche gratuite nella sua versione free, ma ha tante altre funzioni utili nella sua versione pro, per un costo mensile davvero abbordabile.

Per fare ancora meglio, è anche possibile utilizzare answerthepublic e cercare altre Keyword correlate con questo strumento.

Terzo passo: quando avrai una buona lista di Keyword inerenti al tuo settore, seleziona quelle con un buon volume di ricerca (è indicato da UberSuggest) e che meritano di essere utilizzate per la tua strategia SEO.

Non posso dirti qual è il volume di ricerca ideale perché varia per ogni settore. Personalmente reputo buona una keyword quando ha almeno un volume di mille ricerche mensili.

Quarto passo: controlla “manualmente” se i tuoi concorrenti sono posizionati per esse su Google.

Prima di effettuare la ricerca, devi uscire dal tuo account Google per ottenere risultati neutri e non adattati alle tue ricerche recenti. Esci da Gmail, Google Drive o altri servizi Google o utilizza un altro browser.

Per ogni Keyword controlla se:

a) Google visualizza annunci a pagamento relativi ai tuoi concorrentib) tu o i tuoi concorrenti siete presenti nei risultati organici delle prime pagine

Per riassumere il tuo lavoro ti consiglio di preparare una tabella di questo tipo

 

Keyword identificate Annuncio su Google per Concorrente 1 Annuncio su Google per Concorrente 2 Concorrente 1 è presente nella ricerca organica Concorrente 2 è presente nella ricerca organica Volume di ricerca della Keyword
Keyword 1 Si / No Si / No Si (in buona posizione?) / No Si (in buona posizione?) / No Volume UbersSuggest

Alla fine di questa ricerca avrai sicuramente identificato delle Keyword sulle quali i tuoi concorrenti non sono ben posizionati e che tu puoi sfruttare per emergere. Inoltre ti saranno chiare quali sono le parole chiave che sono davvero importanti nel tuo settore.

Puo sembrarti un lavoro lungo e noioso ma una solida analisi competitiva sarà la pietra angolare della tua campagna di marketing e può creare o distruggere i tuoi risultati futuri.

Fare una corretta analisi della concorrenza ti darà la possibilità di combattere per ottenere un buon posizionamento e delle conversioni.

Analisi dei tag e delle descrizioni

Una volta identificate le Keyword migliori per competere con i tuoi concorrenti sfruttale, non solo nei tuoi articoli, ma anche nelle descrizioni. Controlla che i tuoi articoli siano ben scritti e che le keyword principali siano evidenziate…

  • nel titolo dell’articolo
  • nei tag H2 e H3, H4
  • nel titolo SEO
  • nella meta descrizione
  • nelle immagini associate

Il plugin Yoast SEO ti aiuterà a modificare tag e descrizioni delle tue pagine e dei tuoi articoli.

Ottimizzazione SEO delle immagini

Fai una verifica delle immagini presenti nel sito.

Sono tutte necessarie o ce n’è qualcuna che non aggiunge niente al sito?

Tutte le immagini dovrebbero essere ottimizzate per il web e quindi leggere da caricare.

Verifica l’attributo Alt e il Titolo per ognuna di loro: dovrebbero essere sempre presenti per aiutare i motori di ricerca a posizionare meglio le tue immagini nella “ricerca per immagini”.

Lo strumento Alyze può tornarti utile per lo scopo.

Una volta effettuata l’analisi del sito, clicca su “IMAGES” per identificare rapidamente le immagini senza attributo Alt e senza titolo.

Ottimizzazione SEO dei video

Se il sito che stai analizzando mostra dei video, dovrebbe avere una descrizione intorno ad essi. È buona norma integrare nella stessa pagina del video una trascrizione di esso. L’aggiunta di informazioni testuali consente ai motori di ricerca di indicizzare al meglio il video secondo le keyword più inerenti.

Verifica dei Backlinks

I motori di ricerca apprezzano naturalmente i siti web che hanno una forte autorità nel loro campo. L’autorità di un sito web viene valutata principalmente tramite i link in entrata (comunemente chiamati backlinks). E maggiore è l’autorità del sito web da cui viene il backlink, più il backlink darà valore al sito di destinazione.

Tuttavia bisogna tenere in considerazione anche la prossimità semantica tra la pagina originale e la pagina di destinazione del collegamento e controllare se il sito non ha backlinks “nocivi”, o provenienti da siti di scarsa qualità.

Per questo è necessario fare un controllo periodico dei backlinks.

A questo scopo puoi usare gratuitamente monitorbacklinks.com.

Dopo la registrazione potrai effettuare l’analisi del tuo sito o di quello di un tuo competitor e analizzare tutti i backlinks presenti.

Se trovi dei Backlink nocivi per il tuo sito, di consiglio di usare la Google Search Console per rifiutare i backlinks sospetti.

Analisi delle pagine di uscita

Analizza la frequenza di rimbalzo del sito e cerca di comprendere se riesce a trattenere abbastanza gli utenti o se ci sono dei margini di miglioramento.

Ti ho già parlato della frequenza di rimbalzo e di come leggerla e migliorarla in questo articolo: https://www.blogfacile.net/frequenza-di-rimbalzo/

Non avrai problemi ad effettuare questa verifica sul tuo sito grazie a Google Analytics.

Se invece vuoi approfondire le ricerche relative alle pagine di uscita e di destinazione dei tuoi concorrenti, avrai bisogno di sottoscrivere un abbonamento a strumenti avanzati come SEMRush.

Analisi dei contenuti duplicati

I contenuti duplicati non sono ben visti dai motori di ricerca perché questi rendono più dispendioso il lavoro dei loro server.

E l’obiettivo di ogni motore di ricerca è quello di eseguire la scansione delle pagine di un sito nel modo più efficiente possibile. L’indicizzazione e la scansione di siti web con contenuti duplicati rappresentano un uso poco efficiente delle risorse che il motore di ricerca utilizza e questo può mettere a rischio penalizzazione il tuo sito.

In certi casi un sito potrebbe presentare delle duplicazioni causate ad esempio dal nome di dominio. Ad esempio questi 4 domini portano esattamente allo stesso sito ma Google potrebbe indicizzarli come siti diversi e duplicati.

https://www.sito.net

http://www.sito.net

https://sito.net

http://sito.net

Per questo è necessario indicare a Google qual è il dominio preferito.

Ma le duplicazioni potrebbero venire anche dall’esterno, cioè da concorrenti poco leali che hanno deciso di copiare i tuoi contenuti per minare la tua SEO o semplicemente per la scarsa volontà di produrre contenuti originali.

Vuoi controllare se i contenuti del tuo sito sono duplicati?

Fai un controllo con Copyscape.com.

Ti colleghi, digiti nella barra di ricerca l’indirizzo web che vuoi controllare e avrai l’elenco delle eventuali altre pagine che hanno lo stesso contenuto.

Verifica delle penalizzazioni manuali

Se hai notato che il tuo sito ha perso posizioni nella ricerca organica di Google, controlla se non hai ricevuto una penalizzazione manuale attraverso la Google Search Console.

Nel menù “Traffico di ricerca” clicca sulla voce “Azioni manuali”.

Se non ci sono problemi visualizzerai il messaggio “Nessun intervento manuale antispam trovato”.

 Se, invece, riscontri dei problemi dovrai contattare Google chiedendo di riconsiderare la posizione del sito dopo aver sistemato gli elementi che hanno portato all’intervento manuale.

Ad esempio, se il sito è stato penalizzato per aver attuato pratiche di keyword stuffing, sarà sufficiente modificare i contenuti “incriminati” ed attendere che Google rivaluti il tuo caso.

Sta sempre attento, dunque, a non usare tecniche di SEO scorrette: essere penalizzati da Google è un’eventualità da evitare a tutti i costi perché potrebbero volerci diversi mesi prima di riacquistare il traffico perduto.

Analisi della strategia di conversione

 A questo punto non ti resta che controllare la buona implementazione della strategia di conversione.

Innanzitutto è necessario capire quali sono i principali obiettivi del sito che stai esaminando.

Ogni sito ha uno scopo diverso:

  • raccogliere contatti
  • prendere prenotazioni
  • fissare un appuntamento
  • vendere servizi o prodotti
  • generare vendite in affiliazione

È indispensabile capire come è impostata la strategia di conversione e con quali strumenti è messa in atto.

Il sito raccoglie le email dei lettori?

Implementa una strategia di email marketing?

La pagina Facebook fa uso di chat Bot?

Esiste un funnel di conversione per gli iscritti?

Il funnel è ben articolato per portare alla conversione?

 

Una volta compresi gli obiettivi del sito, identifica le landing page principali e valuta se:

La landing page presenta bene il prodotto o il servizio?

È chiaro cosa fare per ottenere il prodotto o il servizio?

 La Call to action è presente e concisa?

 Ci sono delle garanzie?

Gli elementi di riassicurazione sono convincenti e adeguati all’offerta?

La tua stategia d’azione per far fronte alla concorrenza

Siamo alla fine di questo articolo. Ti ho messo a disposizione tutti gli strumenti per studiare i tuoi concorrenti e migliorare il tuo sito e la tua strategia di marketing.

Non ti resta che darci dentro e mettere a punto il tuo piano di conquista del web 😊

Non tralasciare nulla e ottimizza il tuo sito regolarmente. Anche se potrebbe sembrarti un lavoro lungo e noioso, ti assicuro che ne trarrai vantaggio in termini di competitività.

Spero che apprezzerai questa guida perché mi è costata diverse ore di lavoro e spero che la condividerai.

Fammi sapere nei commenti la tua opinione e se conosci altri strumenti utili all’Audit SEO di un sito.

About Francesco Panico

Autore e fondatore di blogfacile.net. Appassionato di Web Marketing e copywriting, mi occupo di strategie di blogging e di lead-generation.