BLOGFACILE – REPORT ANNO 1

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Sembra ieri, ma è passato un anno dal lancio di BlogFacile.net. Era il 23 Ottobre 2014 quando ho messo online i primi articoli.

E da quel giorno ne sono arrivate di soddisfazioni!

Qualche giorno fa sono stato contattato anche dal re dei Podcast, Samuele Onelia. Proprio lui, il fondatore di ItalianIndie, mi ha invitato a fare una chiacchierata per conoscere meglio il mio progetto.

Il fatto che anche Samuele si sia interessato a BlogFacile mi ha donato una sensazione di gratificazione enorme.

Ma, a dire il vero, anche un certo disagio. Samuele, infatti, è solito confrontarsi con personaggi molto più illustri di me e io mi sono sentito incredibilmente insignificante a confronto di tutti gli imprenditori che lui ha già intervistato.

Per questo motivo ho rimandato la mia chiacchierata con lui. Preferisco aspettare un altro po’ di tempo per poter raccontare una storia che sia più interessante per lui e per i suoi ascoltatori.

Ma a te posso raccontare che cosa è successo in questo primo anno di lavoro su BlogFacile.

Ho scritto questa pagina proprio per condividere con te i miei risultati, per offrirti una stima dei guadagni che ho ottenuto, per dirti quali sono le strategie che hanno funzionato e quelle che invece hanno portato esiti pessimi.

Per una volta non ti chiederò di condividere questa pagina. Voglio riservare il suo contenuto solo a te e agli altri iscritti della mia newsletter. Questo report è qualcosa che voglio condividere solo con chi mi segue con fiducia e non con i lettori di passaggio.

Ma non aspettarti il solito post del blogger che scrive di centinaia di migliaia di euro guadagnati in pochi mesi, ma piuttosto la testimonianza di una storia vera, fatta di alti e bassi, sacrifici e soddisfazioni, momenti esaltanti e momenti difficili.

Allora, iniziamo!

Quando sono arrivato in Francia, lo scorso Ottobre, avevo diecimila euro da parte e tante incertezze.

Non volevo mettermi a cercare subito un nuovo lavoro, ma prendermi del tempo per me e per tirar fuori tutti i sogni che avevo nel cassetto da un po’ di tempo.

Studiare una lingua che non conoscevo assolutamente era la priorità, ma ero ansioso soprattutto di mettermi a lavorare per dare alla luce BlogFacile.net.

Nei primi mesi della mia nuova vita a Versailles ho usato i miei risparmi in maniera molto oculata. Un piccolo downshifting, ma niente di drastico. Ho evitato di spendere in aggeggi tecnologici inutili (no, non ho un iPhone ma uno smartphone da meno di 200 euro), ho evitato lo shopping, i pasti fuori casa e altre cose che consideravo superflue nell’immediato.

Ma non ho rinunciato a qualche piccolo viaggio. Dopo 13 anni passati dietro una scrivania, sarebbe stato un peccato non godersi la libertà del momento.

Tuttavia, ho scoperto che la libertà ha il suo prezzo: durante tutto il percorso sono stato accompagnato da una profonda sensazione di inquietudine e di angoscia legata all’incertezza sul mio futuro.

Sapevo che il tempo che avevo a disposizione per realizzare i miei progetti era determinato. Prima o poi avrei dovuto fare i conti con le mie finanze, quindi occorreva costruire o trovare al più presto una nuova fonte di reddito.

Questa preoccupazione a volte mi schiacciava, ma non mi ha mai scoraggiato o fatto cambiare i piani iniziali. Nella mia testa sapevo benissimo cosa volevo: diventare indipendente.

Indipendente nel senso più ampio della parola. Non volevo tornare a prendere ordini né da superiori, né dai clienti. È per questo che non ho mai preso in considerazione l’idea di diventare un freelance. Per coerenza ho rifiutato diverse proposte di lavoro che avrebbero potuto portarmi subito delle entrate interessanti: la pubblicazione di un libro, la creazione di alcuni siti web, la proposta di dare video lezioni online. L’unico modo in cui volevo guadagnare era quello di vendere le mie competenze attraverso degli infoprodotti.

Ho spiegato bene i motivi di questa mia decisione nell’intervista che ho rilasciato qualche tempo fa a Federico Chigbuh Gasparini.

Questa mia scelta, ha probabilmente reso il mio percorso un po’ più difficile, facendomi perdere degli introiti a volte anche molto interessanti. Ma il denaro, per quanto importante, non è l’unica cosa che mi interessa.

In questo primo anno ho guadagnato cose più importanti come la fiducia in me stesso, mettendomi in gioco; ho guadagnato la consapevolezza che la strada obbligatoria non è quella di fare il dipendente per tutta la vita; ho guadagnato la coscienza che ogni persona può cambiare radicalmente la propria vita con un po’ di coraggio e di impegno.

I guadagni economici derivanti dal blog, invece, sono stati meno esaltanti. Tuttavia sto notando che, lentamente, continuano a crescere ogni mese.

Il mio primo tentativo di monetizzare BlogFacile.net risale al lancio dell’infoprodotto BLOG PRO. Ho pubblicato il manuale il 1 Maggio di quest’anno, dopo averlo fatto leggere ad amici, parenti e ad alcuni blogger esperti.

Le testimonianze sono state tutte molte positive, tuttavia le vendite non sono andate come pensavo. Nei primi 30 giorni dal lancio, ho venduto appena 7 copie dell’infoprodotto su una lista di circa 1.000 iscritti.

Una percentuale molto bassa che ha ridimensionato la mia ambizione di ottenere subito grandi risultati.

Eppure, i test che avevo fatto prima del lancio avevano dato risultati molto positivi.

Prima di preparare l’infoprodotto, infatti, avevo fatto una piccola indagine per assicurarmi che BLOG PRO avesse un mercato, che ci fossero iscritti disposti a comprarlo.

Per farla molto semplice, ho inviato una newsletter a tutti gli iscritti della mia mailing list per avvisarli che ero al lavoro su una guida completa per creare un blog di successo. Nella stessa newsletter, ho invitato i lettori interessati a lasciare la loro mail (in una landing page specifica) per essere aggiornati sull’uscita dell’ebook.

Se vuoi vedere nel dettaglio la newsletter che ho preparato e la landing page clicca qui.

Il test andò molto bene. Poco più di 50 persone lasciarono la propria mail, mostrandosi interessati all’infoprodotto. Era un bel 5% della lista.

Preso dall’euforia mi dedicai con zelo alla stesura della guida. In poche settimane era pronta.

Ma, come già ti ho detto, non andò come pensavo. Poche delle persone che, in un primo tempo, si erano mostrate interessate all’acquisto comprarono BLOG PRO.

Questo mi ha insegnato una cosa molto importante: c’è una grande differenza tra essere interessati a qualcosa e tirar fuori i soldi per acquistarla. I test e i sondaggi possono dare un indicazione approssimativa di quelle che saranno le vendite, ma vanno presi sempre con le pinze. E questo, spesso, i guru non lo dicono.

Questa prima delusione mi fece abbassare la cresta ma non spezzò il mio entusiasmo.

Cercai di analizzare i dati a mia disposizione in maniera razionale per capire come migliorare:

spesso è proprio imboccando la strada sbagliata, che diventa chiaro come aggiustare il tiro.

Mi interrogai a lungo sul perché le vendite fossero state così basse…

Sulla qualità della guida non avevo dubbi, avevo dato il meglio di me e le recensioni erano tutte molto positive. Quindi pensai a quali altri errori potessi aver fatto:

– avevo fissato un prezzo troppo alto?
– la guida aveva un titolo poco accattivante?
– avevo creato un infoprodotto che già era possibile acquistare da qualcun altro?
– avevo sbagliato la strategia di promozione?

Per trovare una risposta obiettiva chiesi un parere agli iscritti che avevano già studiato BLOG PRO e ad alcuni colleghi Blogger disponibili a darmi una loro opinione.

Le opinioni erano tutte molto simili tra di loro: il prodotto era ottimo e il suo prezzo adeguato. Probabilmente non avevo investito abbastanza nella promozione e non ero riuscito a creare il giusto “hype” intorno all’infoprodotto.

Per dirla in soldoni, non ero riuscito a promuovere BLOG PRO in maniera da renderlo irresistibile alla maggior parte delle persone, nonostante fosse un ottimo prodotto. Secondo qualcuno anche migliore di infoprodotti più blasonati…

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Dopo il lancio iniziale, BLOG PRO ha continuato a vendere una media di 4 copie al mese. E, ancora più importante, ho continuato a raccogliere molte recensioni positive sul prodotto e nessun acquirente ha mai chiesto il rimborso dell’acquisto.

Come vedi, nessun guadagno eccezionale. Nessun business a sei zeri. Ma una piccola grande soddisfazione: grazie ad un singolo infoprodotto sono riuscito ad ottenere una piccola entrata mensile costante. Ad oggi il prezzo di BLOG PRO è fissato a 47 euro e ad ogni vendita PayPal trattiene 4 euro.

Ovviamente non mi sono limitato a quest’unico infoprodotto, ma ho continuato a lavorare sodo.

Ad Agosto ho preparato e lanciato un secondo ebook: AUTORESPONDER FACILE.

Ho approfittato di questo secondo lancio anche per capire quanto il prezzo di un infoprodotto possa influenzare le sue vendite. Un test molto importante che mi ero ripromesso di fare. Così fissai il prezzo iniziale della mia seconda guida a soli 9 euro.

Qui puoi leggere la mail di lancio del mio secondo ebook.

Le vendite iniziali sono state 9 su una lista che, nel frattempo, era arrivata a contare 1.200 iscritti.
Ancora una volta ebbi la stessa percentuale di vendite: solo lo 0,7% della lista effettuò l’acquisto.

Questo dato mi ha confermato che il prezzo iniziale non ha una incidenza particolare sulle vendite. Almeno per gli infoprodotti con un range di prezzo dai 9 ai 47 euro.

Oggi il prezzo di AUTORESPONDER FACILE è di 19 euro, ma sembra vendere meno del suo fratello maggiore BLOG PRO. Ma in verità non mi sono impegnato troppo nella sua promozione.

In questo momento sto piuttosto testando dei metodi per guadagnare con le affiliazioni. Non ho mai creduto troppo in chi dice di guadagnare tanto con le affiliazioni, in quanto ritengo che bisogna avere davvero un traffico di centinaia di migliaia di utenti al mese per avere risultati soddisfacenti a livello economico con questo sistema. E in Italia, non è facile arrivare a questi numeri.

Ma siccome non mi piace esprimere opinioni senza prove tangibili, ho deciso di dedicare un po’ di tempo a fare test in questo senso.

Così, ho approfittato della buona quantità di traffico che quotidianamente produce l’articolo “Come adeguare il tuo blog alla nuova legge su Privacy e cookie” per pubblicizzare il servizio di Iubenda.

È un servizio ottimo che io stesso uso e che ho deciso di promuovere in affiliazione.

Come funziona questa strategia?

Ogni volta che un utente acquista i servizi di Iubenda, partendo dai link inseriti nell’articolo, guadagno una percentuale sulla vendita. Circa 6 euro.

Da settembre, l’articolo ha portato 17 vendite. Non sono diventato ricco ma posso comunque ritenermi soddisfatto dei risultati.

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Ma i test non si fermano al blog.

Oltre a promuovere il servizio di Iubenda, recentemente ho iniziato a promuovere anche dei servizi legati alla città di Parigi tramite il mio profilo Instagram (seguimi, io farò altrettanto, promesso!)

La strategia che uso per guadagnare, in questo caso, è un attimino più elaborata ed è frutto di quanto appreso studiando la guida IstaOnFire di Dario Vignali. Non posso rivelarti maggiori dettagli, per rispetto del lavoro del mio (molto) più celebre collega, ma ti consiglio di darci un’occhiata. È davvero un ottimo prodotto.

Magari più in là ti renderò partecipe anche dei risultati ottenuti con questo sistema.

Per ora, questo è quanto ho fatto e, quelli che hai letto, sono i guadagni ricavati in questo primo anno di lavoro su BlogFacile.

Prima di continuare la lettura, ti chiedo un piccolo favore. Condividi BlogFacile.net per farlo conoscere ai tuoi amici.

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Forse sarai deluso, magari ti aspettavi che guadagnassi di più. Ma questi sono i risultati veri ottenuti in appena un anno dal lancio del mio progetto. Queste cifre ti sembreranno ridicole rispetto a quelle a sei zeri che proclamano molti venditori di sogni in giro per la rete, ma sono reali e sincere.

E per me questi guadagni sono fonte di grande soddisfazione. Sono il risultato del mio impegno e del mio lavoro. Sono introiti generati solo con le mie capacità. Ovviamente non bastano per vivere ma grazie a queste entrate extra, oggi, posso scegliere di fare un piccolo lavoro part-time da 25 ore a settimana, piuttosto che passare giornate intere a lavorare per realizzare i sogni di qualcun altro.

Dall’inizio di settembre, infatti, ho iniziato a lavorare come barista in un ristorante poco distante da Parigi. Un lavoro che mi impegna dal lunedì al venerdì per cinque ore al giorno (dalle 10 alle 15) e che mi permette di guadagnare circa 700 euro al mese.

Quando ho comunicato questa novità a conoscenti ed amici, molti sono rimasti perplessi.

“Ma come? Hai lasciato un lavoro da ufficio ben retribuito per andare a lavorare in un ristorante a Parigi?”

Sì! E ne sono felice.

Faccio un lavoro “alimentare”, come lo definiscono qui in Francia. Un lavoro che serve solo a mantenersi e che non da soddisfazioni professionali. Ma ad essere sinceri ho scoperto il vantaggio di questo tipo di lavoro. Niente stress legati alle scadenze, nessun lavoro da finire a casa, niente riunioni o brainstorming inutili da fare ogni giorno, niente colleghi ambiziosi che ti buttano fango addosso, nessun cliente da inseguire per avere un pagamento.

Non fraintendermi, è un lavoro di resistenza e che ha le sue difficoltà, ma lascia tempo ed energie per dedicarsi ai propri progetti.

Ho piuttosto i brividi quando penso che, poco più di un anno fa, vivevo in una città dimenticata dalle istituzioni e in preda al declino sotto ogni punto di vista, in mezzo ad uno stagno di persone che non vede al di là del proprio naso e delle proprie idee; e lavoravo chiuso in un ufficio per 40 ore a settimana, in mezzo a persone egoiste e presuntuose, senza nessuna possibilità di crescita professionale e di carriera, senza nessun progetto personale da realizzare.

Oggi vivo meglio e più sereno: ho più tempo per me, per fare sport, per frequentare i corsi di francese, per portare avanti il progetto del mio blog e ho comunque un tenore di vita dignitoso. Senza dimenticare che vivo a Versailles, a due passi da Parigi.

Qui ho intrecciato relazioni con un sacco di persone fantastiche, con tante esperienze da raccontare: Salvatore, che ha girato il mondo lavorando su una nave mercantile; Vittorio, che ha vissuto 10 anni in Svezia e che ora progetta la sua nuova vita in Bahrein; Débora, che a soli 20 anni è fuggita dal Brasile per cercare un futuro migliore; Pascal, che dopo aver lavorato tanti anni in Italia, adesso insegna il francese a giovani di tutto il mondo…

Confrontarsi ogni giorno con queste persone è davvero uno stimolo enorme a migliorarsi ogni giorno.

La settimana scorsa ho deciso di iscrivermi anche ad un corso di inglese. Quella lingua per la quale sono stato sempre negato a scuola e che ho dimenticato completamente studiando il francese. Quella lingua che non ho mai avuto la voglia di studiare perché non mi sembrava utile nel posto in cui vivevo prima.

Ma da quando ho cominciato questa nuova vita ho riscoperto l’ambizione, la voglia di apprendere cose nuove, di imparare e di migliorare.

Non ho intenzione di ritornare a fare il dipendente a tempo pieno: adesso so quali sono i miei obiettivi, dove voglio arrivare, quali progetti voglio realizzare e non mi farò tentare da nuove opportunità che potrebbero portarmi fuori strada.

Ho resistito quando ho avuto delle proposte di lavoro che avrei potuto svolgere come freelance, ho resistito quando il proprietario del ristorante mi ha proposto di lavorare anche la sera del giovedì, del venerdì e del sabato in cambio di uno stipendio quasi doppio.

Reputo il mio attuale lavoro da barista è un mezzo per arrivare al mio vero obiettivo. Lo farò finché le entrate provenienti dal mio blog non saranno sufficientemente elevate da permettermi di dedicarmi solo alle mie passioni. E continuerò a lavorare a BlogFacile.net finché non raggiungerò i risultati che mi sono prefissato.

Avere gli obiettivi chiari e importante per non farsi tentare dalle nuove opportunità che potrebbero far perdere di vista i propri progetti iniziali.

Se, come me, anche tu hai voglia di cambiare, di realizzare i tuoi progetti, allora inizia a prendere il tempo che ti serve: riduci gli spazi che dedichi a quello che non ti piace e cerca di lavorare per realizzare i tuoi sogni e non quelli degli altri.

Ma non cerco di venderti sogni di plastica: di sicuro questa strada non è facile.

I dubbi e le incertezze sono sempre dietro l’angolo, pronti a farti cadere nel timore e a portarti fuori strada. Spesso mi chiedo se non avrei potuto scrivere più articoli o creare più infoprodotti se solo avessi sacrificato un po’ del tempo dedicato ai viaggi o allo studio della lingua. Mi chiedo se ho sbagliato a concentrarmi su un unico progetto, anziché cercare di guadagnare anche su altre nicchie ancora scoperte.

E mi chiedo anche se la mia scelta di evitare lavori come Freelancer sia giusta o avrei potuto fare uno sforzo per guadagnare anche in questo senso.

Ma ben vengano i dubbi. Perché è grazie a quelli che ho deciso di mollare tutto e partire. È grazie a quelli che ho preso in mano la mia vita. È grazie a quelli che oggi spicco il volo verso il resto della mia avventura.

Ho vissuto gli ultimi 365 giorni come non avrei mai creduto di poter fare. E davanti a me c’è una nuova vita da godere fino in fondo.

Oggi il cielo francese ha appena scaricato un bel temporale. Le nubi si diradano e un tiepido sole mi mette allegria. Comincia un nuovo giorno, e io sono qui a lavorare per i miei progetti, a vivere la vita che ho scelto, e ad inseguire i miei sogni… e questo mi rende felice!

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire!” (Paulo Coelho)

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Nota: il tema che uso per BlogFacile.net non mi permette di abilitare i commenti nelle pagine. Se vuoi esprimere un tuo parere relativo a questo Report, scrivi direttamente alla mia mail info@blogfacile.net. Sarò felice di leggere cosa ne pensi.

A presto 😉

PhotoCredit by Picjumbo