topolino

La storia del blog del topolino

Un genio della finanza contemporanea, Robert Kiyosaki, ha associato la figura del lavoratore moderno, schiavo della sua routine, a quella del topolino che corre tutto il giorno, e tutti i giorni, nella sua rotellina senza mai arrivare da nessuna parte.

La prima volta che lessi questa similitudine sul libro Padre ricco & padre povero (dello stesso Kiyosaki) rimasi con lo sguardo sospeso nel nulla a riflettere. Erano gli inizi del 2012, avevo 30 anni e lavoravo dal 2001. Non volevo ammettere a me stesso che mi riconoscevo pienamente nell’immagine del topolino. Come probabilmente prima di me si erano riconosciute già molte persone.

Consiglio davvero di cuore a tutti quel libro. Mi ha permesso, per la prima volta, di vedere le mie convinzioni sulla vita da un’angolazione differente e ha messo in discussione parecchie delle mie certezze.

Forse ti starai chiedendo cosa c’entra questa storia con il mio blog. Forse niente, ma in questo articolo ti rivelerò come è nato BlogFacile.net e ti racconterò un po’ di me. Potrebbe interessarti sapere chi c’è dietro questo blog, chi è a scrivere questi articoli… forse no.

Gli specialisti del Marketing, comunque, dicono che è indispensabile rivelare qualcosa di sé al proprio pubblico; che raccontare la propria storia aiuta a farsi apprezzare meglio dai lettori.

Non so se questo vale per tutti, ma ad ogni modo, in questo articolo ti dirò anche quali sono i blog e i libri che maggiormente hanno contribuito alla mia formazione.

In quell’anno avevo un buon impiego in una casa editrice della mia città. Era la seconda in cui lavoravo e tutto sommato stavo bene dove mi trovavo. Ma troppe cose mi deprimevano: facevo le stesse cose da ormai più di dieci anni, spesso avevo da fare lavori veramente noiosi e nonostante l’impegno c’era sempre e comunque qualcuno pronto a parlare male del mio operato.

E poi sentivo di essere bloccato nella mia crescita personale e nelle esperienze, mi mancava il tempo da dedicare alle mie passioni, ai viaggi….
Sognavo di scoprire posti nuovi, di visitare il mondo.

Seguivo da anni con ammirazione il blog di Chris Guillebeau (la pronuncia è Gil-a-bo), un “ragazzo” della mia stessa età che si era prefissato lo scopo di visitare tutti gli stati del mondo senza mai vincolarsi a un lavoro “vero”. Invidiavo il suo coraggio e sognavo le sue avventure.

Ma io riuscivo a vedere posti nuovi solo sul desktop del mio computer…

Certo, avevo qualche risparmio da parte ma organizzare un viaggio richiedeva ottenere giorni di ferie e questo era sempre un impresa.

Tutto veniva rimandato sempre al mese successivo, poi all’estate, poi all’anno dopo. E intanto il tempo passava insieme ai miei anni migliori.

Il mio malessere era amplificato dal fatto di non essere compreso da nessuno. Le persone alle quali esponevo il mio stato d’animo avevano sempre le stesse risposte: “ma dai passerà, non lamentarti tu che hai un lavoro”, “non ti lamentare tu, che lavori in un ufficio”, “chi ha un lavoro oggi deve tenerselo”.

Mi sentivo così lontano da questi ragionamenti, mi sentivo… strano, diverso.
Cercavo di capire il loro punto di vista e di convincermi che in fondo avevo tutto quello che mi serviva per essere felice. Mi ripetevo di continuo quella bugia, ma scoprii che una bugia ripetuta 100 volte non diventa una verità.

Fu consolante scoprire il blog di Wandering Wil. Francesco, il suo autore (guarda caso, ha il mio stesso nome…), aveva provato le mie stesse sensazioni e aveva deciso di cambiare vita e raccontarsi nel suo blog. Per me fu un sollievo. Smisi di sentirmi quello “strano”: nel mondo c’era qualcun altro come me!

Anche Francesco era passato attraverso le mie stesse esperienze. Oggi continuo a seguirlo e proprio uno dei suoi ultimi articoli ha ispirato questo che stai leggendo.

Ma non credo che sia stato il blog di Francesco a farmi pensare per la prima volta di cambiar vita, né tantomeno il libro di Kiyosaki. Le letture nutrono le idee, non le condizionano.

Così, mentre nella mia testa si faceva sempre più largo l’idea di cambiare lavoro (forse cambiare vita) iniziai a pensare a come reinventarmi. Avrei voluto tornare alle mie passioni, a lavorare con l’informatica e il web. Da troppo tempo avevo smesso di fare quello che mi piaceva!

Ci avevo provato a continuare a coltivare i miei interessi, ma non ci riuscii: nel 2004, dopo i miei primi anni di lavoro proposi al mio capo di quel periodo di passare ad un orario part-time per avere modo di frequentare i corsi della facoltà di informatica e studiare. Era una persona molto comprensiva e mi accordò la richiesta.

La mia determinazione però duro poco, nemmeno un anno. Frequentare i corsi, studiare e lavorare allo stesso tempo non era per me. In più il mio stipendio si era dimezzato come il mio orario di lavoro, ma i compiti da svolgere in ufficio erano rimasti gli stessi. Il tempo non bastava mai e ai primi esami non presi mai più di 20. Rinunciai agli studi e ripresi a lavorare come d’abitudine.
Ancora una volta il mio capo fu comprensivo…

Nel 2011 ero passato a un’altra casa editrice. Ormai la mia strada professionale sembrava segnata. Ma la passione per l’informatica e il web non si era mai spenta. Per tutti quegli anni avevo continuato sempre a divorare libri e ad acquistare materiale formativo.

Nel tempo libero leggevo di tutto: dai libri sul blogging di Cecilia Sardeo ai testi di webmarketing, passando per i libri di Luisa Carrada sul copywriting.

Ho ancora un sacco di libri che non ho mai avuto il tempo di aprire. Un po’ per mancanza di tempo e un po’ perché ho sempre preferito la pratica alla teoria. Altri sono riuscito a terminarli un po’ alla volta.

Ma due su tutti ho trovato particolarmente utili per la mia formazione e li consiglio anche a te: sBlogg@ti di Cecilia Sardeo (ha un prezzo davvero irrisorio ed è ottimo per iniziare) e Business Writing di Alessandro Lucchini (è un ebook gratuito in italiano).

Sappi che tutti i libri che ti raccomando in questo articolo non hanno alcun link di affiliazione. Te li consiglio senza secondi fini, non guadagnerò nulla se deciderai di acquistarne uno.

A metà del 2013 niente era cambiato. Ero ancora lì nel mio ufficio. La verità era che avevo paura. Cambiare vita mi terrorizzava. Intanto Chris Guillebeau aveva raggiunto il suo scopo e visitato tutti gli stati del mondo. Era diventato famoso anche in Italia dopo la pubblicazione del libro 100 euro bastano per reinventare la tua vitauscito nello stesso anno. Un altro libro che ti consiglio di leggere.

Ma il destino decise di giocare la sua parte. Durante l’estate dello stesso anno conobbi una ragazza francese e con lei nacque un legame forte, una relazione. Continuammo a vederci di rado per un anno…

Quella relazione a distanza fece aumentare il mio malessere e la voglia di cambiare. Mai come in quel periodo mi sentii schiavo del mio lavoro, che tra l’altro dava sempre meno soddisfazioni a livello personale.

Così, per la prima volta pensai di creare un blog.

Mi chiesi perché non aprire un blog e usarlo per trasmettere le mie conoscenze e crearmi nuove opportunità. In fondo conoscevo tutto sull’argomento.

Verificai la fattibilità della mia idea. Aprii SEMrush e guardai le statistiche. La frase “come creare un blog” era cercata circa 6.600 volte al mese su Google. A qualcuno potevano interessare le mie conoscenze!

In effetti, oggi, parlare di blog in Italia è ancora come parlare del Sole ai tempi di Galileo Galilei. Tutti sanno cos’è un blog ma pochi hanno le idee chiare in merito. E ancora meno sanno davvero come crearne uno in maniera professionale.

Anche tra blogger si dice tutto e il contrario di tutto. Ci sono opinioni contrastanti sul web marketing, sulla SEO e sul copywriting.

Prova ad esempio a chiedere ad un copywriter cos’è il copywriting. Ognuno ha un’idea diversa: qualcuno ti dirà che è l’arte di scrivere per vendere, altri ti diranno che basta scrivere su un blog per essere un copywriter, altri ancora ti diranno che il compito del copywriter è solo quello di trasmettere emozioni con la scrittura.

Ma la domanda tabù per eccellenza è “si guadagna con un blog?”.

Chi già guadagna con un blog, tace e non svela i suoi metodi, mentre chi non c’è mai riuscito dice che è impossibile. La verità è che guadagnare con un blog si può ed è un obiettivo realmente raggiungibile per tutti, attraverso metodo e impegno. Non è mai frutto della fortuna. A volte conta anche quella, ma da sola non basta mai.

Decisi, avrei preso questa strada: avrei creato il mio blog e avrei provato a realizzare il sogno di lavorare e guadagnare con le mie passioni.

Nell’ Agosto 2014 lasciai il mio lavoro. Il topolino era sceso dalla sua rotellina…

Ovviamente non fu un passo semplice. In molti mi diedero dello scriteriato. Anche alcuni degli amici più stretti. Ma riuscii a farmene una ragione.

Aforisma Chris Guillebeau

La prima cosa che feci fu prendermi un po’ di tempo per viaggiare. Visitai Parigi, Istanbul, e feci un breve road trip tra Grecia e Albania. Mi innamorai della capitale francese e decisi di trasferirmi lì per vivere con la mia ragazza.

Alla fine dell’ottobre 2014 decisi di creare il mio primo blog professionale: dopo un mese, BlogFacile.net aveva già 200 iscritti. Insieme alle iscrizioni arrivarono anche le prime soddisfazioni.

Dopo tre mesi ebbi le prime richieste di collaborazione e la proposta di scrivere un libro. Forse lo farò, è un mio vecchio sogno.

Ma la scoperta più bella che ho fatto è che il blog è un ottimo strumento di condivisione. Mi ha fatto crescere come persona e mi ha fatto conoscere (virtualmente) tante persone fantastiche. Se avessi saputo prima quante nuove opportunità poteva portare aprire un blog, sarebbe stato molto più facile iniziare.

In questi mesi ho anche imparato una nuova lingua (il francese) e ho avuto modo di conoscere nuove realtà, nuove culture, nuovi posti. Mi sembra di aver vissuto di più in questo ultimo periodo piuttosto che nei 10 anni precedenti.

Per questo oggi ho un sogno: vorrei che tutti possano avere la possibilità di raggiungere la propria indipendenza economica grazie alla rete e alle proprie idee!

Ho visto troppe persone che non sono felici. Troppi nauseati, disgustati, senza più passione per il loro lavoro. In cerca di un cambiamento.

E ho conosciuto troppe persone in gamba che vivono una vita al di sotto delle loro potenzialità, solo per la paura di mettersi in gioco.

Spesso sono le paure a impedirci di ottenere il meglio di noi.

Troppe volte ci facciamo influenzare dalle opinioni e dalle critiche degli altri! Troppo frequentemente lasciamo vincolare le nostre vite da un lavoro che nemmeno ci piace.

Se anche tu pensi di meritare di più dalla vita, cerca di provare sempre nuove strade, di non impigrirti su una soluzione di comodo per paura di rischiare. Bisogna avere il coraggio di inseguire i propri sogni e le proprie idee.

Ma per conquistare qualcosa di migliore bisogna essere disposti a fare qualcosa che non si è mai fatto.

Spesso le persone di successo non hanno nessun dono particolare, hanno solo avuto il coraggio di fare qualcosa di diverso. Non sono più intelligenti, più dotate o più fortunate. Bisogna osare, fare cose fuori dal comune.

Se hai voglia di iniziare, crea il tuo blog e preoccupati solo di dare il meglio di te.

Vuoi arrivare al successo? Impegnati per aiutare gli altri!

Aiuta i tuoi lettori, con le tue competenze, a raggiungere:

un risultato migliore per il loro lavoro,
un beneficio per loro stessi,
una soddisfazione per la loro vita,
un guadagno maggiore per la loro attività.

About Francesco Panico

Autore e fondatore di blogfacile.net. Appassionato di Web Marketing e copywriting, mi occupo di strategie di blogging e di lead-generation.
7 commenti
  1. Francesco Wil Grandis
    Francesco Wil Grandis dice:

    Grande Francesco, bellissimo articolo! Complimenti per le tue scelte, e grazie per la menzione. Sono onorato di aver partecipato, anche solo con una pacca sulla spalla, al tuo processo di “liberazione” dalla rotella del topolino 😉

    Un abbraccio!

  2. Andrea
    Andrea dice:

    E chi ti può capire meglio di me…

    Veniamo dalla stessa calda ed “eccentrica” città, alcune piccole esperienze le abbiamo condivise anche dal vivo insieme, ed abbiamo iniziato il percorso del cambiamento dallo stesso libro.

    Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora…quante soddisfazioni e quante batoste.

    E quanto altro studio da allora… Libri, corsi di formazione, video, ebook, podcast, e chi più ne ha più ne metta!

    Sono passati quasi 2 anni per me e, proprio come te, so che sono sulla strada giusta.

    Complimenti per quello che stai facendo Fra!

    Un abbraccio

    • Francesco Panico
      Francesco Panico dice:

      Grazie Andrea, e complimenti anche a te!
      Sappiamo entrambi quanto è difficile fare qualcosa di “diverso” nella realtà dove siamo cresciuti. Ci vogliono tanto coraggio e determinazione. In bocca al lupo!

  3. Annalinda
    Annalinda dice:

    Condivido la quasi totalità del post ma:

    Silvano Agosti, ha ragione fino a quando non rievoca la solita litania del mondo “civilizzato” che “ruba” al resto del mondo. Non è vero! Non è un furto. La nostra società è il frutto di millenni di evoluzione, di fatiche, di guerre e di genialità. Discendiamo dagli Etruschi, dai Romani, abbiamo alle spalle il Rinascimento, la Rivoluzione Francese e le Guerre Mondiali. Il benessere della nostra società lo hanno conquistato i nostri avi con il sudore e con il sangue. Il nostro principale dovere quindi non è quello di condividere il benessere con il resto del mondo ma di proseguire il percorso evolutivo e, piuttosto che rinnegare la storia, rendere omaggio ai grandi del nostro passato usando il nostro benessere e la tecnologia per aiutare chi è rimasto indietro. Già, perché “il resto del mondo” non ha fame perché noi gli abbiamo tolto le risorse ma solo perché non ha compiuto quel percorso evolutivo che ci ha portati al benessere. D’altra parte oggi (27 Febbraio 2015) L’Isis in Iraq è impegnata nel demolire le opere d’arte Assire nei musei e questo la dice lunga sul grado di civiltà raggiunto in Mesopotamia dove tutto è cominciato, vero, ma dove tutto è rimasto fermo ai tempi di Zarathustra.

    Chi lo ha detto che il CORAGGIO non è un dono speciale? Non è forse il coraggio la dote (o il dono) che differenzia chi ha successo da chi non lo ha? Anche il coraggioso può fallire ma il codardo non ci avrà neppure provato.

    Quindi la differenza tra chi è schiavo e chi invece vuole osare è proprio in quel dono il coraggio.

    Leggerò il tuo e.book, avidamente. Ti ammiro e ti stimo.

    Grazie per quello che fai.

    • Francesco Panico
      Francesco Panico dice:

      Silvano Agosti ha una filosofia molto articolata e nemmeno io condivido TUTTE le sue idee. Tuttavia ho sempre apprezzato questo suo discorso in particolare.
      Fondamentalmente è proprio un invito al coraggio, a non “mettere i fiorellini alla cella”, a cercare altre opportunità. Per non essere schiavo è indispensabile pensare con la propria testa e fare cose nuove. Sul bisogno di coraggio quindi penso che siamo tutti d’accordo.

      Grazie a te per il tuo commento e il tuo apprezzamento! Siete voi lettori che mi stimolate a proseguire in quest’avventura!

  4. Roberto
    Roberto dice:

    Francesco non ti seguo da molto e la cosa mi dispiace. Questo articolo lo sento mio. Anche io come te ho fatto e sto facendo dei cambiamenti importanti. Quello che scrivi è un grande stimolo e continuerò a seguirti sempre. Continua così! Grande!

    • Francesco Panico
      Francesco Panico dice:

      Grazie Roberto! Sono contento di esserti stato utile. In bocca al lupo e continua così anche tu! 🙂

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