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La SEO è morta? Quando smettere di investire tempo e risorse per migliorare la visibilità del tuo sito web su Google

Ultimamente gli esperti di SEO hanno una vita complicata: nonostante tutti i loro sforzi per raggiungere le prime posizioni su Google con i loro contenuti, sono spesso delusi dai risultati in termini di traffico organico.

I risultati sponsorizzati sembrano essere sempre più apprezzati dagli utenti, che raramente scrollano la prima pagina fino ad arrivare ad i primi risultati naturali, specialmente sui dispositivi mobili.

A confermarlo è uno studio del team del sito di e-commerce Wayfair che già qualche tempo fa aveva messo in evidenza il fenomeno. Il team ha infatti esaminato l’evoluzione dei click ottenuti dai risultati naturali su Google a partire del 2015.

Lo studio aveva già evidenziato un forte calo della percentuale di clic sui risultati naturali della prima pagina dei risultati di Google.

Parliamo del 25% di click in meno su desktop e 55% di click in meno sul cellulare.

Oggi, la situazione non è di certo migliorata, anzi.

I fattori che influenzano la scarsa visibilità dei risultati organici

I risultati naturali sono sempre meno cliccati a causa di due fattori principali:

  • L’aumento degli annunci sponsorizzati. Per certe keyword Google può arrivare, infatti, a mostrare anche fino a 7 risultati sponsorizzati.
  • L’introduzione degli snippet in evidenza, chiamati anche risultati zero. Sto parlano di quei riquadri in anteprima che Google mostra per certe ricerche e che danno già una risposta alla richiesta fatta dall’utente.

Ecco un piccolo esempio:

A questi due fattori si aggiungono le anteprime dei video correlati alla ricerca che precedono tutti gli altri risultati.

Immagina, quindi, quante volte sia indispensabile scrollare la prima pagina per arrivare al primo risultato naturale.

Bisognerà passare per lo snippet in evidenza, l’anteprima dei video, i risultati sponsorizzati e infine Google mostrerà i primi risultati naturali.

Google punta oggi più che mai a diventare un motore di risposta, più che un motore di ricerca.

Tutto questo fa davvero pensare che  la SEO sia morta.

Lo scorso mese, durante i miei corsi universitari, un professore esperto di SEO ha mostrato una statistica aggiornata al secondo semestre del 2018 che metteva in risalto i pessimi valori di CTR ottenuti dai risultati in prima pagina.

Non ho ritrovato la fonte di questa statistica, ma i valori erano allarmanti. I risultati organici posizionati in prima pagina da Google ottengono in media soltanto il 2% dei click totali.

A questo punto, viene spontaneo domandarsi se ottimizzare la SEO, con l’enorme mole di lavoro che comporta, sia ancora una strategia profittevole.

Fare SEO oggi significa:

  • Studiare approfonditamente l’universo semantico del proprio settore
  • Identificare le migliori keyword per posizionarsi
  • Produrre contenuti coinvolgenti e di qualità basati su queste keyword
  • Ottimizzare tutto l’aspetto tecnico del sito
  • Lavorare per ottenere link esterni di qualità
  • Aspettare mesi sperando che Google riconosca il valore del contenuto
  • Pregare di arrivare in prima pagina per avere 2 click per ogni 100 volte che Google mostra il nostro contenuto

Tanto lavoro per un risultato che potrebbe essere davvero deludente.

La SEO è quindi morta?

Bisogna quindi abbandonare l’ottimizzazione SEO per concentrarsi su altre strategie di promozione?

La risposta è Ni.

Se hai un certo budget a disposizione, concentrati direttamente sugli annunci sponsorizzati. Vedrai dei risultati molto più rapidamente e facilmente.

Ma esistono ancora delle ragioni valide per continuare a lavorare sulla SEO.

La prima è molto semplice. I risultati sponsorizzati ispirano ancora poca fiducia rispetto a quelli organici. Gli utenti più smaliziati hanno tendenza ad ignorare tutti gli annunci sponsorizzati.

Ma parliamo di una cerchia di persone ristretta. Più della metà degli utenti, infatti, non fa distinzione tra risultati naturali e sponsorizzati (fonte).

La seconda ragione è che la SEA ha un costo più o meno elevato e spesso non è possibile lasciare delle campagne attive permanentemente, a meno che tu non sia un colosso con un budget enorme a disposizione. E quando le campagne sono spente, rimpiangerai di non aver ottimizzato la SEO.

E poi c’è una terza ragione: la SEO resta importante perché influenza le SEA.

AdWords e SEO non sono due leve opposte ma due blocchi della stessa strategia globale. Pertanto, ottimizzare il tuo sito per farlo emergere tra i risultati organici darà una spinta in più alle tue campagne a pagamento, aiutando i tuoi contenuti a posizionarsi meglio tra quelli sponsorizzati.

La SEA infatti tiene molto in considerazione la qualità del tuo sito e un buon lavoro di ottimizzazione ti permetterà di lanciare campagne performanti riducendo al contempo il costo per clic (CPC).

La relazione tra SEO e Google AdWords è molto stretta.

Importanza di AdWords nella strategia SEO

Quando si termina una campagna AdWords che si è mostrata efficace, spesso si nota un certo aumento del traffico naturale sulle pagine pubblicizzate precedentemente.

Non si tratta di una regola scritta, ma di una tendenza confermata da molti.

Qual è il motivo?

Sappiamo da tempo che il traffico è uno dei criteri utilizzati nell’algoritmo di Google per attribuire un buon valore ai siti indicizzati.

Pertanto, un aumento significativo del traffico, qualunque sia la sua fonte (anche una campagna AdWords) potrebbe influenzare l’algoritmo di Google e far guadagnare posizioni ai tuoi contenuti nei risultati organici.

Quindi esiste davvero una certa complementarità tra SEO e SEA, anche se in questo senso non ci sono conferme ufficiali date da Google.

Conclusione

Uno degli obiettivi principali di chi fa marketing online è quello di massimizzare la visibilità dei suoi contenuti nel più breve tempo possibile.

Se vogliamo risultati sicuri e immediati, posso tranquillamente affermare che la SEO è ormai una strategia obsoleta. D’altra parte, oggi, internet vuol dire “rapidità”.

Meglio quindi puntare sui nostri utenti per dare visibilità ai nostri contenuti che aspettare i tempi di Google. Non dobbiamo dimenticare che il nostro pubblico ha il vero potere di rendere visibile, o addirittura virale, il nostro sito o la nostra marca.

Bisogna quindi prendere nuove direzioni. Smettere di creare contenuti per i motori di ricerca e creare contenuti che possano suscitare davvero l’interesse dei nostri lettori.

Oggi più che mai è indispensabile creare contenuti veramente utili e di qualità, contenuti che gli utenti siano spinti a condividere e commentare.

Ovviamente, cercando di non strafare e senza cadere nella facile tentazione di creare titoli falsamente esagerati per attirare l’attenzione.

Ma non tralasciare del tutto la SEO, perché potrebbe rivelarsi utile nel lungo termine.
Tempo fa scrissi un articolo proprio su come fare un Audit SEO del tuo sito.

E tu cosa ne pensi?

Influencer Marketing: cos’è e come trarne profitto per il tuo blog e la tua attività

L’Influencer Marketing è un argomento molto alla moda in questo momento e sia le grandi aziende che i piccoli imprenditori si interessano sempre di più a questa strategia di comunicazione.

Di sicuro ha molti vantaggi e può veicolare ottimi risultati in termini di  visibilità e vendite.

Tuttavia, è meglio approcciarsi all’influencer marketing con una certa cognizione di causa, altrimenti si rischia facilmente di non avere i risultati sperati e di buttare soldi dalla finestra. Continua a leggere

Qual è la tua storia? L’importanza dello storytelling nella tua strategia di marketing

Lo storytelling è l’arte di raccontare storie ed è la tecnica di copywriting più utilizzata  oggi da aziende e produttori per comunicare i propri valori ai loro clienti.

Ma perché usare una storia per trasmettere i valori di un brand?

Perché noi tutti adoriamo le storie: è per questo che leggiamo libri, divoriamo serie su Netflix, andiamo al cinema per vedere l’ultimo blockbuster e seguiamo persino i reality show di scarsa qualità.

Quando guardiamo, ascoltiamo o leggiamo una storia, proviamo delle sensazioni vere e intense, legandoci a certi personaggi o odiandone altri come se esistessero davvero.    Continua a leggere

Come creare un blog e guadagnare nel 2018

Il blogging  sta morendo, si ripete ormai da qualche anno.

In effetti molte cose sono cambiate negli ultimi tempi e il blog non è più il solo metodo utilizzato per comunicare con i propri lettori.

Questo però non vuol dire che il blog non sia più uno strumento valido di promozione. Anzi…

È diventato piuttosto uno strumento complementare in una strategia di marketing più elaborata.

Le tendenze si evolvono, gli strumenti di engagement cambiano e di conseguenza anche le strategie utili per creare un blog nel 2018 subiscono dei ritocchi.

Engagement: quali sono le nuove tendenze

Molti influencers, avrai notato, hanno smesso di pubblicare regolarmente dei contenuti sul loro blog per usare maggiormente altri canali come YouTube, Telegram, Facebook e Instagram.

Ma se gli influencers affermati non hanno accusato alcun cambiamento in termini di traffico sul loro blog, è innegabile che una certa flessione sia stata accusata un po’ da tutti i piccoli blog.

Gli articoli sono meno letti e meno condivisi rispetto a quanto avveniva nel 2016.

La colpa è della saturazione dei contenuti online e del poco tempo che oggi abbiamo a disposizione.

Ormai siamo sommersi da news, email, notifiche e difficilmente troviamo un minuto per leggere un intero articolo.

Ormai lo standard è l’immediatezza. Abbiamo giusto il tempo di leggere il titolo dell’articolo e magari le prime righe.

Ma mentre abbiamo l’impressione di perdere meno tempo, in realtà ne perdiamo comunque ma in maniera diversa.

La nostra attenzione è solo frammentata in molti momenti diversi: il tempo di leggere una notifica o un messaggio su Telegram, una breve mail.

Gli articoli dei blogger vengono spesso etichettati come  “da leggere più tardi” e finiscono nel dimenticatoio.

I video e i podcast resistono a questa tendenza perché possono essere usufruiti in modo più “passivo”.

Leggere è un’attività che richiede tutta l’attenzione di un utente, mentre un video può essere lanciato e ascoltato mentre si fa altro. La stessa cosa vale ancor più per i podcast che possono essere ascoltati mentre si va a lavoro, mentre si fa sport, o molte altre attività.

Ma anche video e podcast spesso finiscono nella lista “da guardare/ascoltare più tardi”.

Certo, i numeri sono in crescita: secondo le statistiche di Youtube consumiamo sempre più video ma…

Ma quante delle informazioni che passano attraverso questi canali vengono davvero ritenute dall’utente intento a svolgere altre dieci attività nello stesso tempo?

Alzi la mano chi guardando un video non fa altre cose allo stesso tempo: rispondere ad una email, scorrere le pubblicazioni di Facebook, guardare il telefono…

Alla fine del video, si ricorda ben poco del suo contenuto. Stesso discorso vale per i podcast.

Quelle che sembravano le armi definitive del marketing fino a qualche tempo fa sono, quindi, carenti proprio nella caratteristica che tanti guru osannavano: il cosidetto “engagement”.

Ormai solo Facebook riesce a ritenere abbastanza a lungo l’attenzione degli utenti.

Per questo, avrai notato il cambiamento di strategia della maggior parte degli influencers. L’attività dei loro blog è rallentata o completamente ferma in favore della produzione di contenuti sulle piattaforme di social networking.

La consuetudine oggi è quella di scrivere status mediamente corposi su Facebook con belle emoji che catturano l’attenzione anziché articoli sul proprio blog. Facebook è ormai lo strumento migliore per proporre i propri contenuti.

I social hanno vinto al loro gioco, fagocitando gli utenti in una spirale di dipendenza e obbligando tutti ad adattarsi. La direzione di questa tendenza era chiara già dagli inizi del 2016, ne ho parlato qui: https://www.blogfacile.net/trend-web-2016/

Ma questo è un gioco difficile perché gli stessi social continuano a mettere i bastoni tra le ruote di noi blogger, cambiando ogni giorno i loro algoritmi, i costi e le impostazioni per mettere in evidenza i nostri contenuti e obbligandoci a stare dietro ad ogni piccolo cambiamento e a lottare per emergere dal mare sempre più vasto di contenuti.

Come creare un blog nel 2018

Lo scenario che ti ho esposto potrebbe sembrarti nuvoloso se hai un blog o stavi pensando di crearne uno.

Ma non ho scritto questo articolo per sconsigliarti di fare il blogger ma piuttosto per metterti in guardia dagli errori che potresti fare nella sua progettazione.

Ho ripetuto più volte nei miei articoli che prima di creare il tuo blog devi assicurarti che non sia scontato, banale, pieno di cose già dette o la copia di altri blog più interessanti.

Ne ho parlato qui ad esempio: 4 Strategie di comunicazione per farsi notare

Oggi è ancora possibile creare un blog che sia coinvolgente ma come non mai devi puntare ad argomenti nuovi, originali.

E per dirla tutta, il tuo blog deve puntare su un settore dove c’è ogni giorno un aggiornamento.

Ad esempio: un sito di notizie locali, un sito sulle migliori offerte delle compagnie aeree, un blog sulle ultime notizie di calcio (o di un qualsiasi altro sport che appassiona una buona fetta di lettori), le news finanziare…

I blog a scopo pedagogico sono morti. E lo sono per davvero.

Ormai in rete tutto è stato detto su tutto (o quasi). Inutile creare ancora siti di ricette, su come perdere peso o sull’autostima.

Sono argomenti sui quali non c’è niente di nuovo da dire e sono ampiamente dominati da chi si è imposto prima nel settore.

Certo, potresti cercare di dare una visione diversa su questi argomenti e usare un po’ di creatività per distinguerti, ma non è davvero la strada più semplice da seguire e getterai la spugna molto, molto presto.

Oggi bisogna lanciarsi nelle nicchie nascenti, dando un occhio al futuro.

Riflettendo a quali potrebbero essere i “temi caldi” per il 2018 mi vengono in mente due settori. La domotica e le criptovalute.

I sistemi domotici sono sempre più apprezzati ma lontani da essere conosciuti da tutto il potenziale target di acquirenti.

Le soluzioni per le Smart Home si stanno moltiplicando e di pari passo evolve anche la tecnologia alla base di questi sistemi.

E puoi scommettere che le vendite di questi dispositivi impenneranno nel 2018.

Statistiche sulla domotica del 2015

Qui puoi trovare qualche statistica sul mondo della domotica. È un articolo del 2015 e puoi scommettere che il mercato e la consapevolezza intorno a questo settore si sono già ampliati di molto da quella data.

Se hai le conoscenze adatte, perché non approfittare di questo settore e cavalcare l’onda della crescita che arriverà nei prossimi mesi?

Usande come leve la sicurezza domestica e il risparmio potresti suggerire diversi prodotti e iniziare a guadagnare con le affiliazioni. Non ci sono ancora siti affermati o conosciuti su questo settore.

Personalmente non ho le conoscenze necessarie e mi mordo le mani!

Per quanto riguarda le criptovalute, è un settore che in Francia (dove vivo) è già esploso. Ogni giorno nasce un blog nuovo sull’argomento, mentre in Italia i contenuti sono ancora pochi e le fonti incerte.

È un mondo in piena crescita e che è diventato prorompente alla metà dello scorso dicembre quando il Bitcoin ha raggiunto dei valori altissimi provocando l’attenzione di tutti i media.

L’onda creata dai media ha creato a sua volta un mare di gente pronta a comprare Bitcoin o altre criptovalte, tanto che i circuiti di acquisto sono stati obbligati a chiudere ai nuovi utenti per evitare il crash dei server.

Pensa che l’11 Gennaio, uno dei più noti siti dove è possibile scambiare Bitcoin ha riaperto le iscrizioni per appena un’ora registrando ben 240mila iscritti!



Sono numeri incredibili.

Ti renderai conto del potenziale di questa nicchia, se possiamo ancora definirla tale.

È un mercato già in fortissima crescita nonostante l’83% delle persone non sappia nemmeno il significato di criptovalute (Fonte). Quindi sul treno saliranno ancora milioni di persone.


Non ti nascondo che ho iniziato a studiare la materia e a fare esperienza sul campo. È davvero appassionante!

Ti ho citato appena due argomenti che potrebbero attirare molto pubblico in questo 2018, ma di sicuro ci sono molti altri settori in crescita e profittevoli che aspettano ancora un condottiero e potresti essere tu.

Il blogging come lo conoscevano forse è morto, ma non per tutti i settori!

Su quali altri canali puntare

Un blog resta ancora la maniera più diretta per instaurare un contatto con i propri utenti, un contatto indipendente da tutti quelli che sono i trend dei social e i motori di ricerca.

Tuttavia, oggi come non mai, è indispensabile affiancare ad esso una pagina Facebook sulla quale promuovere i propri contenuti. Invita i tuoi lettori ad iscriversi alla tua pagina Facebook, in ogni articolo, in ogni email e ogni volta che ne hai l’occasione.

Oggi siti e blog ricevono la maggior parte del traffico da utenti che cliccano direttamente su un contenuto di Facebook.

Avere un grande contenuto non serve a niente se non sai come diffonderlo e anche le classiche icone di condivisione alla fine di ogni articolo non sono più sufficienti.

Bisogna andare incontro ai lettori proprio attraverso gli strumenti che utilizzano di più, come i programmi di messaggistica istantanea.

Perché ad esempio  non provare a creare una community su Telegram per condividere, articoli, video, status brevi con i tuoi lettori?

Ricorda, sono gli smartphone ad assorbire la gran parte del nostro tempo e la nostra attenzione. Bisogna quindi sfruttare questi canali.

Presto potrebbero rimpiazzare anche il classico email marketing che fa una certa fatica a mantenere la sua efficacia.

Le newsletter vengono aperte sempre meno e, da quanto leggo in giro, il mail marketing non converte più come qualche anno fa.

In giro troverai statistiche che dicono il contrario e che affermano che l’email marketing è in ottima forma ma prendi sempre i dati con le pinze.

Dipende dal settore, dalla nazione, dall’età dei tuoi lettori e da tanti altri fattori.

Purtroppo non ho trovato ancora una statistica che prende in considerazione il solo mercato italiano ma personalmente ho notato un drastico calo dell’open rate.

Per questo ho deciso di iniziare a studiare i bot di Messenger e i gruppi Telegram. Questi due strumenti probabilmente diventeranno essenziali molto presto…

Ora sono curioso di sentire la tua. Utilizza i commenti per lasciarmi la tua opinione e non dimenticare di condividere questo post.

7 Consigli di Stephen King per migliorare il copy e riuscire nei tuoi progetti

Per il Guardian Stephen King è il più “notevole” narratore della letteratura americana moderna.

King ha pubblicato oltre ottanta opere, entrate regolarmente nella classifica dei bestseller, vendendo complessivamente più di 500 milioni di copie!

Nel suo libro “On Writing: Autobiografia di un mestiere”, Stephen King ripercorre la sua carriera svelando i segreti che gli hanno permesso di raggiungere tale successo. Continua a leggere

Pubblicare un libro: 13 Stupidi errori che condannano il tuo primo ebook (e pure i successivi)

Oggi il self publishing è la corsia preferenziale per proporre libri ed ebook ad un vasto pubblico senza passare per forza attraverso un editore.

Molte persone iniziano a promuovere loro stessi e la loro opera attraverso un blog personale, arrivando spesso al successo.

Perché un blog?

Perché il blog si sta rivelando un modo sempre più efficace per ampliare e fidelizzare la propria audience. E, di conseguenza, un modo di trovare un pubblico senza passare per una casa editrice. Continua a leggere

Content Marketing: cosa scrivere sul tuo blog e (soprattutto) cosa non scrivere.

Per ogni blog, è molto importante creare contenuti. È necessario scrivere molto per emergere in fretta. Soprattutto all’inizio, uno o due articoli a settimana sono indispensabili.

Ma oltre alla quantità è necessario curare la qualità di ogni contenuto.

Un singolo articolo scritto tanto per fare volume è capace di farti perdere davvero tanti lettori.

Per questo reputo che sia fondamentale sapere cosa scrivere, quando scrivere e soprattutto cosa NON scrivere.

Ed ho sempre pensato che, se non si hanno idee, è meglio evitare di scrivere piuttosto che produrre articoli inutili.

Sì, perché a volte è veramente meglio non scrivere… e aspettare il ritorno delle idee e dell’ispirazione.

Ma con questo non voglio invitarti a non scrivere… anzi!

Ho scritto questo articolo proprio per darti dei consigli che ti permettano di continuare a produrre contenuti anche nei momenti di stallo, in modo che tu possa evitare di scrivere articoli “controproducenti” per il tuo blog. Continua a leggere

Da dipendente ad esperto di Trading online. Come Tiziano ha cambiato la sua vita

Ormai lo sai: guadagnare online non è una favola ma è davvero possibile. Ma se non vendi qualcosa a qualcuno, allora non puoi monetizzare il tuo blog.

Per questo la vendita di infoprodotti è un sistema di guadagno redditizio quanto “semplice”. Ti ho già parlato di questo argomento in qualche articolo precedente.

A testimonianza di quanto detto fino ad oggi su questo tema, oggi ti presento la storia di Tiziano Brunno che grazie al suo blog è riuscito a costruire un piccolo ma gratificante business personale.

Tiziano è un fedele lettore di BlogFacile e proprio mettendo in pratica quanto imparato su queste pagine ha costruito il suo successo.

Raggiungere i primi risultati non è stato semplice, e Tiziano ha scoperto a sue spese che il mondo delle affiliazioni non è così fruttuoso come molti guru vogliono farci credere.

Ma senza buttarsi giù, ha provato altre strade trovando infine quella più semplice e remunerante.

E con grande disponibilità, Tiziano ha scritto in questi giorni un bell’articolo in cui condivide il suo percorso e fornisce alcuni consigli molto importati a tutti quelli che, come lui, sono determinati a guadagnare on line.

Buona lettura… Continua a leggere

Come usare networking e relazioni per vendere scooter: la storia di Silvia

Qualche giorno fa, ho inviato una newsletter ai miei lettori chiedendo loro di raccontarmi la propria storia. Ero curioso di sapere come molti di voi hanno cominciato e quali dei miei consigli vi sono stati più utili per ottenere dei risultati concreti.

Silvia Camnasio è stata tra i primi a rispondere al mio appello e ad inviarmi la sua storia. Questa donna mi ha davvero colpito per la sua determinazione e la sua straordinaria voglia di fare.

Inoltre, raccontandomi la sua esperienza, non si è trattenuta dal condividere tutte le risorse che ha utilizzato per imparare e le strategie che le hanno permesso di aumentare la sua visibilità online.

Ma quello che mi ha impressionato maggiormente è stato il pragmatismo con il quale Silvia ha raggiunto i suoi obiettivi, concentrandosi maggiormente soltanto su due strategie…

Bhe, non ti dico altro e ti lascio raccontare da Silvia la sua storia…

Silvia-CamnasioCiao, sono Silvia e sono una veterinaria, che ha deciso, dopo qualche anno di attività nella libera professione, di seguire le orme del marito per aiutarlo nella sua nuova avventura.

Un avventura che conduceva ad una strada totalmente diversa dalla mia: il commercio di scooter.

D’accordo con lui aprii una concessionaria della Piaggio nel 1999 lasciando la mia attività abituale.

Prima di lanciarmi ho passato una estate intera a studiare i manuali di officina di tutti gli scooter che avrei dovuto vendere, e mi sono reinventata commerciante, con un discreto successo e diverse soddisfazioni.

Nel 2012, nonostante la nostra attività andasse piuttosto bene, mi resi conto che i tempi erano cambiati e maturai la consapevolezza che per la nostra azienda era arrivato il momento di cambiare modo di fare comunicazione.

Così iniziai a studiare e sfruttare Facebook aprendo la pagina della nostra azienda.

Tuttavia il primo impatto con i social non diede buoni risultati.

Non demordo e nel 2013, comincio a studiare (da autodidatta e con risorse solo gratuite, fra cui anche l’utilissimo sito BlogFacile.net) come poter fare comunicazione sul web per la nostra azienda, in modo più organizzato e consistente.

Oltre ad usare Facebook, creo bacheche su Pinterest, sfrutto Twitter ed il servizio di Slide Share.

Inizio, così, ad orientarmi nel vasto mondo dei social, ma non sono ancora soddisfatta e capisco che è arrivato il momento di aprire un blog. Non un sito, ma un blog che faccia da vetrina alla nostra attività commerciale.

Confesso che ho perso giorni e notti a creare il sito, perché non avevo risorse da spendere se non il mio tempo.

Superati i limiti tecnici dell’assenza di un web master, ho cominciato a cercare di capire quale fosse la strategia per rendere il mio sito utile ai lettori ma sapevo che era fondamentale creare un rapporto con loro e andare incontro ai bisogni del mio target.

Passavo metà del mio tempo a studiare i blog specializzati: quello di Dario Vignali, quello di Giuseppe Fava e l’utile Sos-Wordpress (tra i tanti).

Più studiavo e più mi rendevo conto che c’era bisogno di acquisire moltissime conoscenze, un mondo intero da dover imparare a conoscere e mettere poi in pratica.

Agli inizi della mia avventura sul web sono andata avanti con motivazione e determinata a stupire anche i maschietti increduli con le mie competenze tecniche in fatto di motori.

Il pubblico femminile era quello che volevo raggiungere maggiormente, perché anche in negozio era con loro che creavo i rapporti più interessanti. Volevo renderle indipendenti dai loro meriti (motoristicamente parlando, ovviamente!).

Avevo la consapevolezza che l’esperienza maturata in 15 anni di attività reale con i miei clienti, l’avrei dovuta trasferire sul web e così ho fatto.

Per creare i miei primi articoli non ho fatto altro che rispondere alle domande che le persone mi facevano quotidianamente in negozio. Rispondere alle loro esigenze mi ha consentito di creare contenuti di valore molto semplicemente.

E inconsapevolmente stavo facendo anche della buona SEO.

Ma avevo anche un altro vantaggio. In 15 anni di attività commerciale avevo collezionato già un importantissima banca dati: più di 6000 contatti email (la mia fortuna).

Loro sono stati i miei primi lettori, sono partita da un pubblico già esistente ed abbastanza consistente.

Scrivevo il mio blog e intanto cercavo di ampliare la mia visibilità creando collegamenti e relazioni con altre realtà simili alla mia, ma non era facile.

La maggior parte dei siti di due ruote, sono testate giornalistiche vere e proprie, che non lasciano spazio alle piccole realtà.

Tuttavia faccio conoscenze online molto interessanti, come quella dell’amministratrice di Blogghidee: Ximi, alias Mary Perez.

Ximi mi ha insegnato ad amare il mio blog, a curarlo e cullarlo, allevarlo e non abbandonarlo.

Divertiti!!”, mi ripeteva.

Questo è stato il suo imperativo e quando l’ho conosciuta nella vita reale, me lo ha ripetuto! Direi che questo è stato l’insegnamento più importante. E a lei devo davvero molto!

Poco dopo conobbi un blogger che ha creduto in me e nel mio progetto accettando di scrivere una rubrica di “guida sicura” ancora oggi seguitissima: Luca Govoni.

Continuando ad intrecciare relazioni e collaborazioni ho scoperto anche Martina De Nardi. Una ragazza meravigliosa! E’ stata un’altra musa per me.

Il suo modo di scrivere, di spiegare le cose, la sua semplicità e professionalità mi hanno aiutato moltissimo, dal suo blog (che ho studiato dall’inizio alla fine) ho imparato davvero molto.

Ogni giorno, studiando e confrontandomi con altri blogger, aumentavo le mie conoscenze, impegnandomi a creare degli articoli interessanti, diversi dalla solita rassegna stampa o prova su strada.

Io volevo rendere il mio scooter qualcosa di speciale, emozionante. D’altronde è questo che consigliano gli esperti di comunicazione: emozionare, essere unici…

E qui entra in gioco Francesco Panico con il suo blog. Grazie ad i suoi consigli pratici mi ha aiutato molto, soprattutto a farmi capire come applicare le strategie di marketing e comunicazione al mio settore.

Ecco qui devo fare un inciso.

La difficoltà più grande è stata quella di adattare ed applicare al mio settore i consigli teorici che i blogger danno.

Come fai ad emozionare parlando di uno pneumatico? Non è proprio così semplice!

Ecco io ricordo ancora quando ho scritto a Francesco e lui mi ha risposto dandomi alcuni consigli e proponendomi il link ad un articolo che spiegava come applicare nella pratica le strategie di marketing ad ogni settore. Più precisamente questo:

11 strategie per promuovere la tua attività

La semplicità con cui Francesco scrive le cose e soprattutto le verità che dice, lo distinguono da molti dei suoi colleghi!

In realtà ho letto anche tutti gli altri articoli di BlogFacile, l’ho studiato tutto.

Ma questa è un po’ la mia caratteristica. Se non ho letto tutto il blog dell’autore non mi schiodo.

I collegamenti con altri blogger intanto crescevano, creare una rete intorno a me, è stato fondamentale.

E creare relazioni online non è poi così difficile. Basta dare, per ricevere.

Gloria Vanni in questo è stata maestra. Lei mi ha introdotta in #adotta1blogger,

dove ho creato delle bellissime collaborazioni e dove ho imparato e conosciuto blogger davvero speciali che mi hanno insegnato davvero moltissimo.

La strategia di crescita del mio blog si è quindi sviluppata su due fronti precisi: la scrittura di articoli interessanti e l’incremento delle relazioni con altri blogger.

Grazie alle diverse collaborazioni, i motori di ricerca iniziavano a portarmi traffico e le visite al mio sito sono cominciate a crescere.

Oggi quasi l’80% del traffico del mio sito viene dai motori di ricerca.

Più di undici mila visite al mese di lettori in target! Non mi aspettavo tanto!

Il blog adesso ha quasi due anni, e va avanti da solo, posso permettermi di fare un paio di articoli al mese al posto di dieci come facevo prima.

Posso dire che la strategia che  ha davvero fatto incrementare la mia visibilità è stata proprio quella di intrecciare relazioni e collaborazioni con altri blogger.

Quali progetti ho adesso per il futuro di Moto39ilblog ?

Potenziare la parte di guadagno passivo, proveniente dall’affiliazione con Amazon e di riuscire a cambiarne la grafica che non mi piace più.

Ma soprattutto, continuare a rispondere ai miei preziosi lettori!

Inoltre, ho fatto un ulteriore passo.
Sono tornata alle origini ricominciando a fare il veterinario sul web e adesso curo la comunicazione e i contenuti dei colleghi medici.

Insomma sono diventata quasi una professionista del blogging (quasi perché non ho certo le vostre capacità, infatti continuo a studiare), anche grazie a BlogFacile!

Silvia

Come puoi vedere, Silvia è il fulgido esempio del fatto che nessun traguardo è impossibile. Chiunque di noi può acquisire nuove conoscenze e mettersi in gioco in campi completamente nuovi e sconosciuti.

Ma bisogna che ci siano due condizioni fondamentali:

– la determinazione a raggiungere davvero il successo personale
– la voglia di imparare cose nuove

Solo l’azione e l’impegno portano al successo e ai risultati.

Photo credit by Gratisography

Ringrazio Silvia per aver condiviso la sua storia e aspetto di leggere la tua opinione nei commenti.

Non dimenticare di condividere questo articolo. Io e Silvia te ne saremo grati!

4 Strategie di comunicazione per farsi notare (solo per adulti)

Il tuo blog è come tutti gli altri o è differente?

Oggi la maggior parte dei blog sono scontati, banali, pieni di cose già dette, copie di altri blog più interessanti. Blog, perlopiù, destinati a morire lentamente.

Navigando per la rete spesso sento la stessa sensazione che provo quando sono nella metro parigina: intorno a me vedo solo un mucchio di persone, tutte abbigliate in maniera diversa, dalla più stravagante alla più classica, tutti così diversi ma tutti così uguali nelle loro abitudini quotidiane. Tutti così simili nel correre con la testa bassa sul loro smartphone e con le cuffie sulle orecchie.

Allo stesso modo, su internet si trovano tante fonti (più o meno affidabili) di informazione, con autori differenti, design differenti, stili differenti ma che presentano sempre gli stessi contenuti, in maniera piatta, senza emozioni, senza originalità.

Pochi o nessuno che catturi davvero l’interesse del lettore con qualcosa di nuovo, di fresco, di originale.

Sì, a volte i contenuti sono utili e interessanti, ma non è mai questo a fare la differenza. Continua a leggere