Analisi sui trend del web per il 2016: le balle a cui non devi credere

In questi primi giorni dell’anno ho letto diversi articoli e report che analizzano e spiegano quelli che saranno i trend che traineranno il web per tutto il 2016.

La solfa è più o meno sempre la stessa: Twitter giù, Instagram nuovo strumento di engagement e di guadagni facili, Facebook lo strumento migliore per la pubblicità online… e così via.

Tuttavia molte delle previsioni sui trend di questo nuovo anno mi sembrano esposte in maniera troppo semplicistica e superficiale.

Avendo a che fare quotidianamente con il mondo del web e tutti gli strumenti più utili a portare traffico e a generare guadagni, ho scritto questo articolo con lo scopo di fare delle precisazioni in merito ad ognuno dei presunti trend dell’anno appena iniziato.

No, non leggerai le solite cose che ripetono tutti, anzi, ti spiegherò che (come spesso accade) non è tutto oro quello che luccica e cercherò di darti una visione più approfondita delle cose.

Iniziamo…

La parabola discendente di Twitter

L’unica previsione sulla quale mi trovo d’accordo con quanto dicono i maggiori esperti di Social media ed internet Marketing. Non è un mistero e non c’è molto da dire sul fatto che l’uccellino blu non cinguetti più come prima. Quella che sembrava una crisi passeggera di Twitter, appare oggi irreversibile. Lo dicono i rapporti trimestrali di fatturato che si alleggeriscono di cento milioni di dollari alla volta.

Gli utenti non crescono più e l’azienda ha già licenziato una bella percentuale del suo personale (Fonte).

Eppure, fino a tre anni fa, Twitter sembrava il social del futuro, la nuova frontiera del traffico online e la nuova miniera per trovare utenti in target con il proprio sito. Diversi guru del settore hanno scritto fiumi di articoli e di lodi su Twitter e guadagnato bene vendendo le solite “guide per guadagnare con Twitter” ma gli unici che ci hanno guadagnato davvero sono proprio loro.

Ma qual è la vera ragione di questo lento declino?

A mio modesto parere, la mancanza di coinvolgimento (o “engagement”, come amano dire i guru del settore) sulla piattaforma.

Perché il successo di un social network non dipende solo dal numero di utenti che può raggiungere, ma anche dal livello di coinvolgimento di ogni singolo utente e dalla sua propensione ad interagire con i contenuti.

E a livello interazione Twitter è sempre stato molto limitato, basti pensare al limite imposto sui 140 caratteri per i tweet e l’impossibilità di inviare messaggi privati a chi non era nostro follower.

L’azienda ha pensato troppo tardi di modificare questi limiti.

Ma il problema principale rimane probabilmente nella vera natura di Twitter che ad oggi è paragonabile ad un vero e proprio aggregatore informativo: una sorta di giornale in tempo reale.

Twitter nel giro di pochi anni si è trasformato nel feed informativo per eccellenza, che risponde alla domanda “cosa sta succedendo ora?” e, paradossalmente, questa sua caratteristica ha catturato un grande interesse da parte degli amanti delle news ma ha diminuito di molto l’interazione rendendo Twitter uno strumento di consumo mordi e fuggi.

Per le ragioni che ti ho esposto finora, ti consiglio quindi di non investire troppo tempo su Twitter in questo nuovo anno. Sfruttalo solo se hai un blog (o un sito) di news.

Per il resto, non sperare di generare molto traffico attraverso questo social.

Se poi, avessi in mente di usare Twitter come strumento per generare lead, ovvero iscritti al tuo blog, ti consiglio vivamente di cambiare idea. È una perdita di tempo.

Instagram: è davvero tutto oro ciò che luccica?

I dati parlano chiaro, mentre Twitter è in discesa, Instagram è il social che è cresciuto più velocemente negli ultimi due anni.

Sono cresciuti gli utenti attivi, il numero di foto condivise, gli accessi giornalieri alla piattaforma. Un vero e proprio successo insomma.

Ed ora ecco di nuovo tutti i guru e i paraguru, inglesi, americani ed italiani a tessere le lodi di questa nuova piattaforma e a creare guide su “come guadagnare con Instagram” e “come usare Instagram per portare traffico al tuo sito”.

I toni sono entusiastici, come lo erano circa tre anni fa quando si parlava di Twitter. Instagram è la nuova isola del tesoro da conquistare.

Niente in contrario sul fatto che questa piattaforma possa essere una fonte incredibile di nuovi clienti se hai un’attività “fisica” da pubblicizzare.

Come già detto in questo articolo, Instagram è un ottimo strumento di visual storytelling e può tornare molto utile per costruire l’immagine del tuo brand.

Ma devi davvero saper usare questa piattaforma in modo da essere visibile agli utenti di un’area geografica specifica.

Per il resto, Instagram soffre, a mio parere dello stesso problema che affligge Twitter: la mancanza di coinvolgimento (pardon, di engagement). Anche qui l’interazione è molto limitata: gli utenti si trattengono giusto il tempo di caricare una foto o di lasciare il loro “cuoricino” su quella di qualcun’altro.

Inoltre, il traffico generato su Instagram resta su Instagram. Come saprai, è impossibile inserire link nelle foto postate e quindi è impossibile dirottare gli utenti da questa piattaforma al proprio sito.

L’unico spazio concesso per inserire un link esterno è quello nella sezione “Biografia“.

Tuttavia non è abbastanza per convertire il traffico di Instagram in visite sul proprio blog o su una landing page di vendita.

Senza dimenticare che l’aumento di utenti e di foto condivise non è necessariamente un elemento positivo per chi usa questo social allo scopo di farsi conoscere.

Se, oggi, su Instagram vengono condivise milioni di foto al giorno vuol dire che la maggior parte di esse sono destinate all’oblio.

La verità è che se non sei una celebrità che ha già migliaia di follower non ricaverai granché, in termini di traffico, da questa piattaforma.

Ad oggi è ancora difficile raggiungere grandi risultati su Instagram, in termini di lead e traffico, perché non esiste ancora un sistema valido per intercettare davvero il pubblico in target con il tuo blog.

Per questi motivi, anche se tutti ormai dicono il contrario, io ho ancora una reazione allergica ogni volta che leggo engagement e Instagram nella stessa frase.

So che spopolano le guide per avere migliaia di follower in poco tempo e guadagnare su Instagram, ma lascia che ti dica una cosa: non funzionano!

E non parlo a vanvera, ho studiato l’argomento, ho fatto test e acquistato corsi anche io.

La strategia per far soldi su questa piattaforma è più o meno sempre la stessa: usa un bot (ovvero un programma che lavora continuamente sulla piattaforma al posto tuo) per accumulare tanti nuovi follower e quando avrai raggiunto circa 100 mila follower potrai guadagnare pubblicizzando prodotti o servizi in affiliazione o pubblicando foto di altre persone interessate al tuo bacino di utenti.

Il problema è che, anche usando un bot, ci vogliono mesi (e mesi) per collezionare centomila follower sul tuo profilo. E i bot non sono certo gratuiti: dovrai investire su di essi circa 10 € al mese.

Certamente 10 € al mese non ti porteranno al fallimento finanziario, ma rifletti un po’: dovrai impegnarti per (almeno) due anni per raggiungere 100 mila utenti (sono ottimista) e dopo che avrai speso 240 € in bot potrai finalmente “arricchirti” promuovendo affiliazioni che ti pagheranno una percentuale bassissima per ogni vendita.

Senza contare che il numero dei tuoi follower conta molto poco se non sono utenti profilati e interessati a quello che vendi.

Dimenticavo: tutto questo sperando che tra due anni Instagram non faccia la stessa fine di Twitter.

Bhe, in bocca al lupo.

Insomma, al posto tuo investirei su altre strade per guadagnare grazie al web. Ci sono metodi più pratici e che richiedono meno tempo: https://www.blogfacile.net/come-guadagnare-online-guida-completa/

Per riassumere, usa pure Instagram se hai un attività “fisica” da pubblicizzare, cercando di intercettare il pubblico più vicino geograficamente. Per il resto smetti di sperare che un giorno avrai il seguito di utenti (e di guadagni) che hanno Kim Kardashian e Mariano di Vaio.

Facebook, il re dei contenuti ma…

È l’altro re incontrastato del web 2.0. La piattaforma con la crescita più costante da ormai diversi anni e che continuerà a crescere anche nel 2016.

Facebook Ads, lo strumento per creare inserzioni pubblicitarie sul social di Zuckerberg rimane al momento lo strumento migliore per promuovere prodotti e servizi online.

È un ottimo strumento, semplice, potente e alla portata di tutti ma anche in questo caso, bisogna raffreddare un po’ gli entusiasmi.

Ormai tutti hanno creato corsi su come usare Facebook Ads per portare traffico sul proprio sito e per pubblicizzare i propri prodotti; su Amazon trovi decine di libri che spiegano come profilare alla perfezione i tuoi utenti in target e come abbassare i costi delle inserzioni.

Ma ti posso assicurare che la lettura di questi libri, per quanto ti possa essere utile a comprendere meglio i meccanismi di Facebook Ads, non migliorerà di molto il traffico e i lead sul tuo blog.

Per quanto ho potuto osservare, al contrario, già dal mese di Dicembre i costi di Facebook Ads si sono leggermente alzati ed è ormai molto difficile ottenere lead spendendo meno di 30-50 centesimi.

Il fatto è che con l’aumento delle persone che utilizzano questo strumento, aumentano obbligatoriamente anche i costi di conversione. Google AdWords insegna.

Ma Facebook rimane ancora una piattaforma utile ed economica per fare pubblicità alla tua attività “fisica”. Un negozio può collezionare in un paio di mesi una lista di 1500 persone in target per un costo irrisorio di circa 750 euro. Costi che saranno rimborsati dai clienti paganti che arriveranno se hai profilato bene la tua inserzione per età, interessi e località geografica.

Tuttavia, se sei un internet Marketer, la storia cambia completamente.

Facendo diversi test ho notato percentuali di vendita molto basse dei miei infoprodotti verso i lead generati con Facebook Ads.

Solo lo 0,5% dei lead provenienti da Facebook ha effettuato un acquisto.

Una media di un acquisto su 200 lead.

Tradotto in parole povere significa che per andare almeno in pari tra spese di pubblicità e guadagni, dovresti vendere infoprodotti da 100 €.

0,50 € per iscritto per 200 iscritti = 100 € di spesa.

Ti sarà chiaro che se i tuoi infoprodotti hanno un prezzo inferiore ai 100 € ti conviene davvero lasciar perdere questo tipo di strategia.

E questo scenario non migliorerà. Anzi. Quest’anno ancora più persone inizieranno a famigliarizzare con Facebook Ads: probabilmente aumenteranno gli annunci nei feed degli utenti che a loro volta cominceranno a sviluppare degli “anticorpi” per ignorarli. Così mentre gli annunci convertiranno sempre meno, i prezzi si alzeranno man mano sempre di più.

Per riassumere, Facebook sarà anche quest’anno lo strumento migliore per promuovere attività commerciali (che vendono servizi o prodotti di valore medio alto) e per pubblicizzare prodotti e servizi online (di valore superiore ai 100 €). Tuttavia non sarà lo strumento migliore per gli infomarketer.

Tuttavia Facebook sarà la piattaforma migliore per promuovere articoli e condividere contenuti.

È ormai noto l’incremento di traffico derivante dai contenuti condivisi su Facebook e la leggera flessione in ribasso del traffico proveniente da Google.

Cosa significa?

Che fino a pochi mesi fa la maggior parte degli utenti arrivavano su un sito o un blog specifico, prevalentemente, in seguito ad una ricerca su Google. Oggi, invece, siti e blog ricevono più traffico da utenti che cliccano direttamente su un contenuto di Facebook.

Puoi approfondire qui.

Quindi non dimenticare mai di condividere e promuovere i tuoi articoli su Facebook.

Google perde il trono di fonte di traffico maggiore

Chiunque lavori con il Web sa per certo che la supremazia di Google è praticamente incontrastabile. Nessun altro Social o motore di ricerca può condizionare le scelte di un utente come Google. Quello che non compare nella prima pagina di Google di fatto non esiste.

Tuttavia, come ti dicevo poco fa, sembra che Google stia perdendo il trono di fonte di traffico maggiore per i siti web.

Ma resta ancora importantissimo ottenere grandi quantità di traffico organico da Google. Quindi non trascurare gli accorgimenti per migliorare la SEO del tuo blog. È una strategia che ti ripagherà bene nel medio lungo termine.

Qui trovi un articolo che ti sarà utile in questo senso: https://www.blogfacile.net/primi-sui-motori-di-ricerca-basi-seo/

Le bugie sulla morte dell’Email Marketing

Da anni si sente dire che quello di inviare email ai propri utenti è ormai un concetto vecchio e poco efficace perché i programmi di posta sono sempre più pieni e sempre più email vengono cestinate senza essere lette.

Nonostante tutto, l’email marketing rimane lì e continua a ricoprire un ruolo fondamentale all’interno di una strategia di marketing efficace.

L’email marketing continua a portare ottimi risultati in Italia e nel resto del mondo ed è usato sempre di più per promuovere servizi e prodotti. Se mastichi un po’ l’inglese, qui puoi trovare conferma a quanto dico:

Link 1

Link 2

La verità è che per continuare ad ottenere buoni risultati in termini di conversione con questo strumento è necessario profilare bene il target di riferimento, intercettando i destinatari potenzialmente più interessati al messaggio.

È chiaro che gli utenti non interessati ai tuoi servizi o ad i tuoi prodotti cancelleranno le tue email senza leggerle. Ma un utente in target sarà sempre avido di contenuti di suo interesse.

Ovviamente non si può continuare a fare email marketing come si faceva qualche anno fa. Internet si evolve e le abitudini degli utenti anche.

Oggi è necessario considerare che più della metà di tutti i messaggi email vengono aperti ormai su dispositivi mobili, quindi è necessario creare delle email con design responsive.

La speranza è che nel 2016 tutti si adattino alla nuova tendenza, progettando email e pagine web che corrispondono alle esigenze del mobile.

L’Email Marketing è quindi cambiato, ma assolutamente non è in crisi.

Rimane la maniera più diretta per instaurare un contatto con i propri utenti, un contatto indipendente da tutti quelli che sono i trend dei social e i motori di ricerca.

Dunque, anche per il prossimo anno le campagne di email marketing non moriranno.

Anzi, il direct mail marketing resterà lo strumento sul quale investire più tempo e sforzi.

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza su quelli che saranno i trend di questo 2016 e di averti dato gli elementi per distinguere gli strumenti davvero utili ai tuoi progetti da quelli semplicemente “alla moda” che vengano esaltati solo per ricavare guadagni immediati dal guru di turno.

Ora sono curioso di sentire la tua. Utilizza i commenti per lasciarmi la tua opinione e non dimenticare di condividere questo post.

About Francesco Panico

Autore e fondatore di blogfacile.net. Appassionato di Web Marketing e copywriting, mi occupo di strategie di blogging e di lead-generation.
14 commenti
  1. Federico
    Federico dice:

    Ciao Francesco, come al solito hai fatto un’analisi schietta e precisa sullo stato dell’essere dei Social Network.

    Anch’io condivido il tuo pensiero sul fatto che Instagramm nel tempo potrebbe perdere colpi. Però, bisogna sempre tenere presente che questo social fa parte della famiglia di Facebook per cui gode di una potenza di fuoco notevole.

  2. Rodolfo
    Rodolfo dice:

    Ciao Francesco e complimenti per l’articolo. Non mi soffermerò sulle parti con cui sono d’accordo, in particolare sull’email marketing (ho letto giorni fa qualcuno che sproloquiava su Facebook sul fatto che non serviva a nulla avere una lista per avere un business e non ho fatto altro che sorridere…), ma commenterò alcune cose su cui vorrei aggiungere qualcosa e una su cui invece non sono d’accordo. Iniziamo con Instagram e Twitter: se si crede di usare Twitter e Instagram per aumentare la propria lista direi che si è sbagliata strategia. Ogni Social va usato per quello che ti può dare e, fortunatamente, sono strumenti profondamente diversi. Personalmente consiglierei di usare Twitter per seguire gli Influencer e Instagram per aumentare il proprio Personal Branding. Ma arriviamo su ciò su cui non sono d’accordo, e cioè che le Facebook Ads non servirebbero per vendere prodotti online. Iniziamo dicendo che ovviamente le Facebook Ads non vanno utilizzate per la vendita diretta (ma questo, mi auguro, ci sia arrivati anche in Italia). Concordo sul fatto che i prezzi stanno aumentando ma, proprio per questo, è necessario saperle usare. Non basta più, infatti, mettere il proprio annuncio e sperare in miracoli con ogni lead dal costo di dieci centesimi. Ci si può arrivare (anche meno), su questo non sono d’accordo, ma con una giusta strategia. In particolare consiglio il Retargeting (che a me ha portato risultati veramente straordinari) e la cosiddetta Lead Nurturing (per semplificare promuovere su Facebook un articolo con all’interno un link che porti alla tua Squeeze Page). Ciao e alla prossima.

  3. Gabriele
    Gabriele dice:

    Finalmente un articolo valido che tratta il tema in maniera seria e completa, analizzando i principali strumenti di comunicazione e sfatando un po’ di falsi miti.
    Certo, ci sarebbe da aprire un capitolo anche per quanto riguarda Linkedin che somiglia sempre più ad un Badoo per falsi professionisti… Ma quella è un’altra storia!

    Complimenti, non è facile trovare un articolo ben scritto, scorrevole e interessante come questo. E non posso che concordare con molte cose scritte qui.
    Congratulazioni e buon lavoro!

  4. Francesco Wil Grandis
    Francesco Wil Grandis dice:

    Ottimo articolo, Francesco! Sono lieto di aver investito un po’ su Facebook e di aver ignorato quasi completamente Twitter (come invece molti altri suggerivano) e di non avere nemmeno l’account Instagram 🙂

    Spero di riuscire a ricavare il mio spazio Facebook prima che sia troppo saturo, perché ho qualche problema con l’email marketing (non lo trovo molto adeguato al mio settore specifico, magari sbaglio)

    E degli altri social che ne pensi? G+ mi sembra quasi abbandonato, gli Youtuber ormai non li sopporto più (quasi a priori), Linkedin va bene solo per il B2B. Confermi?

    Ciao, e complimenti!

    • Francesco Panico
      Francesco Panico dice:

      Contento di vederti da queste parti Francesco. L’email marketing è un mezzo di comunicazione eccezionale e che funziona in tutti i settori. Non saresti né il primo e nell’ultimo a usare delle mail per vendere libri.
      Ormai non c’è casa editrice che non lo faccia 🙂

      Io ti consiglierei di testare una piccola campagna di email marketing. E’ possibile implementare campagne adatte ad ogni tipo di pubblico.

      Per rispondere alle altre tue domande, Google+ può tornare ancora utile in ottica SEO, ma non è di certo una grande fonte di traffico e di lead.

      YouTube invece ha ancora tante potenzialità da sfruttare: i video sono sempre più utilizzati nei processi di marketing e forse sono lo strumento che hanno maggiore engagement. Tuttavia non ho mai davvero testato seriamente questo campo quindi non posso dirmi davvero preparato sull’argomento.

      Per quanto riguarda LinkedIn, posso dire che sicuramente è uno strumento molto utilizzato da professioni, imprenditori e freelance. Può tornare davvero utile nel caso si promuovano prodotti o servizi rivolti a queste categorie.

  5. Luca
    Luca dice:

    Ciao Francesco Panico.
    Mi sono letto tutto quello che dici sui social network, in questo articolo.
    Io mi trovo, per quanto riguarda le reti sociali, in perfetta sintonia con quello che dici e affermi. Grazie di tutto. Ciao ciao.

  6. Alessio Battaglino
    Alessio Battaglino dice:

    Ciao Francesco 🙂 Ho letto il tuo post tutto d’un fiato e devo dirtelo: non è solo un ottimo post – come sempre del resto 😉 – ma è anche la conferma del mio pensiero su di te: sei un blogger genuino – come pochi oggigiorno – e “non contaminato” dall’unico desiderio di guadagnare fregando il prossimo. Che cosa voglio dire? Mi spiego meglio.

    In questo post hai analizzato i maggiori trend del momento, cominciando da Twitter, sul cui declino mi trovi perfettamente d’accordo. Ammetto di non averne mai compreso al 100% la logica, ma ho sempre pensato che fosse un social dove ogni utente “urla” i propri 140 caratteri, nella speranza che qualcuno lo “senta”. Tuttavia, uno dei maggiori problemi – a mio avviso e in aggiunta a quanto hai già detto tu – è che Twitter è un social tendenzialmente “egocentrico”. Molti di coloro i quali s’iscrivono su Twitter sviluppano una serie di ossessioni egocentriche, quali la ratio followers/following, perché più followers hai, più sei “famoso”. Secondo me questa è una logica – scusa se lo ripeto per la terza volta – egocentrica, la quale limita molto le possibilità di engagement: tutti vogliamo essere ascoltati, ma non siamo disposti ad ascoltare.

    In realtà questa logica sembra essere stata ereditata anche da Instagram e credo tu abbia perfettamente ragione quando dici che questo social, sebbene allo stato attuale sia in forte ascesa, tra qualche anno potrebbe subire la stessa sorte di Twitter.

    A tal proposito, come hai detto tu nel post, in passato molti sedicenti esperti si sono riempiti le tasche, vendendo guide su come guadagnare con Twitter. Ma ora la storia si ripete: troppi si stanno arricchendo insegnando a guadagnare con Instagram. E come per Twitter, anche su Instagram il 60% degli utenti bada prevalentemente al numero di followers che ha e alla ratio followers/following.

    Pensa, una persona che ho conosciuto dal vivo e che dice di guadagnare con Instagram, aveva oltre 50 k followers e 2000 following. Sai cosa ha fatto per migliorare ulteriormente la sua ratio e rendere più “appetibile” il suo account? Ha smesso di seguire un 500 persone, tra cui anche me, sebbene mi conoscesse di persona. La verità? Ci sono rimasto male, ma ciò mi ha fatto capire come quella persona in realtà se ne fregasse delle relazioni e interazioni umane e pensasse solo al business.

    Quanto alle Facebook Ads, sono nuovamente d’accordo con te. Cambia lo strumento, ma il canale resta sempre lo stesso: la pubblicità. E come hai previsto tu, presto le persone svilupperanno degli anticorpi anche per questo nuovo tipo di pubblicità, sicché gli ads convertiranno sempre meno, mentre i prezzi si alzeranno, rendendo via via meno profitevole anche le Facebook Ads, le quali sono state tanto sponsorizzate, facendo arricchire i “grandi esperti”.

    Detto questo, mi scuso per il commento forse un po’ troppo lungo e – per certi versi – polemico, ma mi sentivo di scrivere questo cose.

    In ogni caso, permane il mio pensiero su di te: sei diverso dagli altri blogger che conosco e che pensano solo al business, sei una persona semplice e genuina, e per questo hai tutta la mia stima. Non cambiare e… continua così! 😉

    Un abbraccio,

    Alessio

    • Francesco Panico
      Francesco Panico dice:

      Ottima analisi su Twitter Alessio. Mi fa piacere trovarti d’accordo su quanto ho scritto…. e ti ringrazio per la tua stima 🙂

  7. Laura
    Laura dice:

    Ciao Francesco, molto bello il tuo articolo, sopratutto molto chiaro e preciso. Credo di essere sulla buona strada!
    Ma mentre lo leggevo…mi veniva in mente una cosa: Dario V. non sarà molto d’accordo con quello che scrivi…
    Comunque, io invece si…
    Grazie!

  8. Silvia
    Silvia dice:

    Ecco, grazie Francesco, mi dai una buona notizia, sono sulla strada giusta. Anche io sono dello stesso parere su …tutto. Non hai detto una cosa su cui io non sia d’accordo. Instagram ed i loro sostenitori, milionari… o supposti tali. Se vai a chiedergli come fai a dire che il traffico ti arriva da lì, non ti rispondono… Con facebook ads, (io ho un negozio) ho ottenuto ottimi risultati, solo su twitter devo dirti che non sono molto dell’idea.Per quanto non ci investirei un euro (ma ormai da nessuna parte, preferisco lavorare sulla seo e mailing come dici giustamente tu, non costa nulla se non il mio lavoro ed ottengo risultati più duraturi)io ho un buon risultato di visite.
    Grazie per essere sempre così onesto, e poco -passami il termine- plateale… è un piacere leggerti!
    Per questo, ti adotto su adotta1blogger, gruppo facebook che conoscerai sicuramente. ho taggato la tua pagina, non avendo riconosciuto il profilo,E tu non riconoscerai, me come Silvia, ma come Luigi…molto ambiguo..haha ciao

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